Maria Pia Libera Pini

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maria_pia_pini_fotoLegata al gruppo di artisti fiorentini del “Segno Rosso”, Maria Pia Pini, per gli amici l’amata Liberia, è stata una figura discreta, silenziosa, ma operosa nel suo tenace impegno di fare chiarezza sulle motivazioni che avevano animato l’astrattismo fiorentino, nel suo fare tutela e corretta valorizzazione dell’opera del compagno di una vita, Vinicio Berti, fondatore nel 1950 del movimento dell’astrattismo classico con Gualtiero Nativi, Alvaro Monnini, Bruno Brunetti e Mario Nuti. Fino all’ultimo ha offerto ad alcuni giovani studiosi d’arte per le loro tesi di laurea e ad alcuni galleristi la sua collaborazione per la comprensione degli eventi che caratterizzarono la vita culturale e il fermento artistico di quegli anni. Una delle più recenti iniziative a Firenze nel febbraio del 2011 riguardante i nuovi orientamenti delle arti visive astratte nel dopoguerra la videro impegnata con Immaginaria Arti Visive Gallery in un proficuo lavoro di recupero delle memorie e delle opere dei principali astrattisti di Firenze.

Nella sua casa-studio in Via Panicale, nella zona del mercato di San Lorenzo, viveva con il suo amatissimo gatto. Era facile incontrarla a passeggio tra le vie di quel quartiere storico della città, sempre indaffarata e curiosa delle novità, circondata dall’affetto di numerosi amici che era solita frequentare assiduamente nella vicina Libreria Einaudi, in Via Guelfa 22/a rosso. I pomeriggi in sua compagnia resteranno indelebili nella memoria di molti che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Non amava parlare di se, ma di arte, di emozioni che solo l’espressione artistica evoca, attraverso i suoi molteplici linguaggi.

Colta, esigente, rigorosa, aveva una forte personalità e si dispiaceva della stagnante situazione in cui giace il mondo della cultura in Italia, privo di risorse e di investimenti a sostegno delle nuove generazioni.

Principale artefice di numerose donazioni riguardanti l’attività di Vinicio Berti, in particolare alla Biblioteca Marucelliana di Firenze, al Museo d’Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme (Pistoia) e di recente al Museo d’Arte di Viareggio, è meno nota direttamente per le sue opere di altrettanto valore culturale ed espressivo, alcune delle quali presenti nella Collezione Civica “Il Renatico” di Pistoia. Alla città di Viareggio, come luogo di confronto e di stimoli culturali, al mare e agli amici di Viareggio, si sentiva particolarmente legata. Insieme a lei nell’estate del 2010 ebbi occasione di visitare il nuovo Museo d’Arte e di rivivere attraverso le tele esposte e attraverso i suoi racconti a voce le esperienze artistiche che avevano caratterizzato la seconda metà del ‘900. Fu una giornata unica, indimenticabile. In un’altra occasione ebbi modo di accompagnarla a visitare anche il Museo Ugo Guidi a Forte de’ Marmi e anche in quella circostanza la sua compagnia si rivelò davvero piacevole. Ogni momento condiviso fu per me occasione di arricchimento culturale e di crescita.

Maria Pia Liberia Pini schiva della visibilità non amava in alcun modo richiamare l’altrui attenzione ma è stata davvero l’ultima testimone e protagonista di un periodo di grande fermento artistico che ha caratterizzato l’arte italiana nel secondo novecento ed io, ed altri amici siamo lieti di aver fatto parte della sua vita anche solo per alcuni tratti condividendone il grande bagaglio di esperienza umana ed artistica.

In un saluto unico, stringente, che ci accomuna in spirito di fratellanza e di condivisione di valori, per il bene che ha reso all’Arte e alla Vita, artista, amica, la ricorderemo nei percorsi creativi e umani che ancora ci attendono per le strade della sua città.

Tiziana Fratini

In alto a sinistra: Liberia Pini sfoglia un Libro su Vinicio Berti alla Libreria Einaudi di Firenze (foto di Marco Mezzetti).

All’amica LIBERIA…

Il 10 aprile 2012 si è spenta a Cercina (Sesto Fiorentino, Firenze) l’artista e amica Maria Pia Liberia Pini, a lei è dedicata questa pagina del mio sito e i versi di “Un battito d’ali”. Tiziana

scripsit 11.04.2012

Un battito d’ali

E’ un fruscio del vento fra i rami,
un sospiro nel silenzio della notte,
una carezza inaspettata che ti riscalda la pelle,
un abbraccio che ti emoziona,
un battito d’ali che fa eco nell’immaginazione
ed è passato il tempo di un anno,
di un giorno, di un istante.

Come sfugge la vita tra le dita,
mentre la senti che scalpita
nei giorni verdi dell’esistenza
ecco che la ritrovi assopita in attesa di abbandonarti.

Non riesci a trattenere altro
che l’idea di averla vissuta,
l’emozione di esserci stato,
in un pensiero, in un ricordo, in una parola.

Come sarà la vita dopo di me e di coloro che hanno condiviso il mio tempo,
chi attraverserà le strade delle mie passeggiate,
chi si affaccerà dalle finestre della mia casa
e parlerà delle mie passioni…
un battito d’ali,
una porta battente,
un grido di gioia e nulla più.

La vita meravigliosa non è altro che un lieve rumore
di breve durata
ed io quella che ora sono,
domani non sono già più.

scripsit Tiziana Fratini*

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