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Fratini Editore al Salone del Libro di Torino 2015

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E anche quest’anno il fatidico appuntamento con il Salone del Libro di Torino è arrivato. Per chi non lo sapesse, la manifestazione si terrà a Torino Lingotto da giovedì 14 a lunedì 18 maggio. Tutte le info su orari, programma e biglietti sul sito ufficiale della fiera.

Anche Fratini Editore parteciperà all’evento, ospite dello Stand ToscanaLibri.it/Regione Toscana, assieme a una cinquantina di realtà editoriali toscane. Per gli appassionati che vogliono farci visita, troveranno i libri della Fratini Editore allo Stand S28-T29, nel Padiglione 3.

Quali libri troverete esposti? Gli ultimi usciti della Fratini Editore, ovviamente:

Sfida al Canyon infernale, una bella raccolta di racconti inediti di Robert E. Howard (creatore, tra i tanti, di Conan il Barbaro e Solomone Kane), tradotti in Italia per la prima volta da Roberto Chiavini.

FORMAT. Crimine in diretta tv, l’adrenalinico thriller di Fabrizio de Sanctis, al suo esordio letterario.

Undicimila Settembre, del prolifico scrittore aretino Pierfrancesco Prosperi: un thriller di fantascienza ucronica con cui l’autore gioca con la storia, immaginando cosa sarebbe accaduto se…?

La Zanzara Clara e la Nebulosa di Krebs, splendida e educativa fiaba per bambini di Lorenza Negri, illustrata dalla disegnatrice russa Dinara Kamzina.

Lo staff Fratini Editore vi aspetta, quindi, allo Stand ToscanaLibri nei giorni di Sabato e Domenica, per salutare gli amici e incontrare lettori appassionati, scrittori e, chissà, futuri autori.

Ricordiamo anche che Sabato 16 maggio alle 17.00, proprio presso lo Stand S28-T29, si terrà la presentazione del thriller “FORMAT. Crimine in diretta tv”, di F. de Sanctis, alla presenza dell’autore e dell’editore. Tutti gli altri eventi dello stand Toscanalibri.it sono segnati qua.

Inoltre, per trovare più facilmente i nostri libri, Fratini Editore ha aderito a LibriCity, una comoda applicazione per Android e IOS, che permette agli utenti di trovare rapidamente i libri che stanno cercando. Basterà digitale il titolo ricercato per trovare il percorso per lo stand che li vende! Davvero molto pratico.

Cos’altro dirvi, se non “vi aspettiamo a Torino”?

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Al Salone di Torino 2013: il lettore? (parte 3/3)

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read_a_book_Potenzialmente esiste e di vari tipi. Ma distratto e forse anche più distratto del solito, bombardato da stimoli e specchietti, molto più rispetto al passato.
Con modalità, interessi e caratteristiche a volte uniche e a volte uniformate.

La vita frenetica, la ricerca e il mantenimento del lavoro, lo spread che scende e sale (e non si scopre ancora la penicillina in grado di fermarlo), allontanano il lettore da un momento di pace perfetta da dedicare ai libri.

Altri problemi o altri svaghi, si contendono la sua già poca attenzione.
A pensarci bene, parliamo piuttosto di NON lettore, lo vediamo sprofondato in una poltrona, dinanzi ad uno schermo, con una pizza fredda, una birra… in pantofole sicuramente, assomiglia ad una figura fantozziana che si prepara alla sua serata speciale.

Fin qui nulla di male, se non fosse che questa immagine descrive molto bene la pigrizia fisica e soprattutto mentale diffusa, malattia tipica che affligge costantemente il NON lettore di questa società sofisticata (che non si diverte ma che ha bisogno di complicarsi la vita alla ricerca di un benessere impossibile).

Vediamo il NON lettore come un individuo che non ha alcuna esigenza di cambiare il suo status quo, e quindi di cercare un divertimento mentale attraverso la ricerca costante di “conoscenze”. Ogni scusa è buona, per fuggire dai libri, che dovrebbero favorire un miglioramento della vita e  verso cui invece manifesta una vera e propria allergia, intolleranza culturale.

Grazie al NON lettore, questa allergia sembra diffondersi come un virus anche in chi era dedito in precedenza maggiormente alla lettura. Altrimenti perché diminuisce sempre di più l’acquisto di libri, contro un maggiore numero di acquisti di beni di NON prima necessità?

Il NON lettore è diventato predominante, coinvolgendo nella sua sfera di influenza coloro che ancora danno un valore essenziale alla lettura e credono che i libri siano un valore aggiunto e non un fardello inutile.

Rispetto ad una vita che è fatta di vanità delle vanità, invece non esiste un tesoro maggiormente concreto, solido e non intaccato da sbalzi economici, come il possesso fisico, virtuale ma soprattutto intellettuale di un libro, di una libreria o di un’intera biblioteca.

Perché il libro rende gli uomini liberi, capaci di interagire con la realtà attraverso uno spirito critico, forgiato con una mentalità pronta alla soluzione dei problemi, delle crisi e delle miserie umane.

Continua la ricerca di lettori VERI, immuni al contagio, al di fuori deI Salone del libro, o delle fiere editoriali, dove essi si ritrovano tuttavia come in un posto privileggiato di ricerca e di lettura, a contrastare la folla oceanica dei NON lettori che vanno all’assalto di ben altro.

 

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Al Salone di Torino 2013: l’editore? (parte 2/3)

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fotoManca anche quello, l’editore di una volta è scomparso.

Mi riferisco a colui che motivato da grande passione per la lettura ed i libri, di ogni luogo e di ogni tempo, cercava il talento della scrittura negli autori, li premiava con una pubblicazione riconoscendone il merito delle loro pagine e si impegnava in tale ricerca in ogni circostanza legata alla sua attività.

Oggi si dice diffusamente che l’autore è sacrificato dall’editoria, ma quale editoria? Certamente da quella che non ha niente a che fare con la figura del “vero” editore, nel senso più tradizionale, che cerca lui stesso gli autori, li pubblica a sue spese, perché li ritiene di valore e li promuove perché venga loro riconosciuto sul piano culturale il giusto apprezzamento anche di critica.

Ed invece no. Oggi tutto è diverso, sono mutati i tempi, i ruoli e le dinamiche, tra editoria e libri e tra l’editore e i lettori.

I libri sono prodotti commerciali e l’editoria è un’impresa che sforna prodotti. Fin qui nulla di male se non fosse che si tenga conto anche di altro, come più volte si è detto del valore intrinseco del libro.

Invece il resto non conta. Ciò danneggia chi, attraverso la scelta dei libri e quindi degli autori, vuole trasmettere passione per la scrittura e la lettura e contenuti culturali, non solo del suo tempo, nel tempo che vive, ma anche di ciò che è memoria del passato nella contemporaneità.

Di un editore così nemmeno l’ombra, o quasi.
Invece tanti consulenti e promoter, stand di vendita, incubatori e distributori.

E poi non dite che la rovina dell’autore è da attribuire solamente all’editoria digitale.
È praticamente una questione di come viene svolta l’attività dell’editore.

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