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Seminario di storia comparata delle letterature e Laboratorio per ragazzi

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L’offerta formativa della Fratini Editore si amplia con il lancio di ben due nuovi appuntamenti culturali, rivolti agli appassionati di letteratura (non soltanto italiana) e ai giovani lettori.

Per gli adulti, a marzo prenderà il via un interessante seminario di storia comparata delle letterature europee (I Ciclo): LE ARTI LIBERALI NEL TEMPO DELLE AVANGUARDIE, dall’Ancien Regime al secolo breve. Il termine per le iscrizioni è il 10 Marzo, ma potrebbe slittare in caso non venga raggiunto il numero minimo di partecipanti al corso.

Il seminario, tenuto dallo scrittore Giancarlo Micheli (già autore del romanzo “Elegia provinciale” per Fratini Editore), è rivolto a tutti coloro che hanno uno spiccato interesse per la cultura letteraria e desiderano approfondire particolari temi legati ad un determinato periodo storico. I partecipanti avranno la possibilità di proporre idee che in merito all’argomento trattato potranno confluire in un progetto editoriale specifico, nell’ambito del quale saranno riconosciuti gli eventuali diritti autoriali. Il corso prevede un incontro settimanale (in un giorno da stabilire, indicativamente a metà settimana) nel primo pomeriggio.

La quota di partecipazione è di Euro 150,00 a persona (iva inclusa), che dovrà essere corrisposta metà anticipatamente, come caparra, l’altra metà all’avvio del corso. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 marzo 2015 tramite mail alla redazione indicando: dati anagrafici, C.F., recapiti, interessi culturali, e allegando ricevuta di bonifico bancario del 50% dell’intera quota. Chiedere IBAN alla redazione. Nel caso di mancato avvio del corso per limitate adesioni la caparra verrà restituita.

Questo il programma nel dettaglio:
MODULO 1: Estetizzazione della politica e sovversioni dei canoni estetici
1) L’arte come religione
Richard Wagner e l’opera d’arte totale; Georg Buchner, l’espressione dell’impossibilità; Edward Bulwer-Lytton, narrazione e pseudoscienza, ovvero l’effimera ma tenace essenza del positivismo; Nikolaj Leskov e Fëdor Dostoevskij, cronaca privata ed immaginario collettivo
2) La trasvalutazione dei valori espressivi
Friedrich Nietzsche e Isidore Ducasse, la letteratura al di là della Comune di Parigi
3) Il decadentismo come criterio di adeguatezza alla realtà
Ibsen, Huysmans e D’Annunzio: i soggettivi abissi dei generi letterari traditi
4) Il saggio tirtaico e l’infarto spettacolare del leggero cuore d’Europa
Émile Zola e la nascita dell’intellettuale; La Nouvelle Revue Française e La Voce

MODULO 2: Per una storia delle avanguardie letterarie
1) Marinetti, l’ideale reazionario
I pubblici agenti dello Stato totalitario e le loro persistenti contumacie nelle patrie culture
2) Il futurismo in Russia: autoreferenzialità ed autocritica
Le origini contemporanee del dispotismo intellettuale: “Letteratura e rivoluzione” di Lev Trotsky; l’etica ritrovata: le vite perdute di Velimir Chlebnikov e Vladimir Majakovskij, ovvero dell’immortalità
3) Dadaismo e diserzione
I privilegi del sogno: Tristan Tzara e l’estremismo apolide agli albori della carneficina taylorista; il processo in effigie a Maurice Barrès
4) Il surrealismo: la lettera rovesciata
Il veggente: la solvibilità del presente rispetto ai debiti della tradizione consolidata, ovvero pane e rose, amore e rivoluzione.

Per i giovani lettori, a cui Fratini Editore dedica sempre un occhio di riguardo, consapevole dell’importanza di un’adeguata formazione culturale, è in partenza un progetto interessante, gratuito e, a nostro parere, decisamente stimolante: un laboratorio di Lettura e Invenzione, rivolto ai ragazzi delle scuole medie (fascia 11/14 anni).

Trattasi di un corso strutturato in incontri settimanali che si terranno il Martedì pomeriggio, dalle 15.30 alle 16.30, presso la Libreria/Redazione Fratini Editore, in Via degli Alfani, per stimolare la creatività e la fantasia dei giovani lettori. Il laboratorio è rivolto a tutti i ragazzi che vogliono rubare qualche ora allo sport, al computer, ai videogiochi, alla TV e scoprire il segreto nel libro “X”! Professore del corso sarà lo scrittore Francesco Torchia, autore di alcuni racconti per ragazzi (tra cui “I sette volti della pietra“) e ideatore della Collana di narrativa per la FRATINI junior “BacoNero” di imminente inaugurazione.

Durante il laboratorio verranno letti racconti di Edgar Allan Poe, Robert Luis Stevenson, Julio Florencio Cortazar, Jorge Luis Borge e il libro “X” dell’autore “X”. Se durante gli incontri si riuscirà ad elaborare una storia originale la Fratini editore pubblicherà il testo nella sua nuova collana BacoNero per ragazzi dagli 11 ai 15 anni.

Il costo del laboratorio è di 10 euro al mese.

Le iscrizioni sono aperte fino al 10 marzo 2015, ma chiuderanno al raggiungimento di 20 iscritti. Il laboratorio inizierà Martedì 17 marzo.

Contattare la redazione per ulteriori informazioni.

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Ucronia: un’altra storia, infinite storie.

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UCRONIA: UN’ALTRA STORIA, INFINITE STORIE.

Proprio in questi giorni di inizio anno, è stato trasmesso, sul canale streaming di Amazon, il pilot della (futura) serie “The Man in the high Castle”, tratta dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick, autore che non ha bisogno di lunghe presentazioni. Nato a Chicago nel 1928 e morto a Santa Ana nel 1982, è stato un prolifico scrittore americano, soprattutto nel campo della fantascienza. Molti suoi romanzi e racconti sono stati fonte di ispirazione per numerosi film passati alla storia; qualche esempio? Blade Runner, su tutti, ma anche Minority Report, Paycheck, Atto di Forza, Next, Total Recall e altri. Nelle sue opere, Dick tratta tematiche profonde, che le rendono ben più di semplici avventure spaziali, approfondendo lo spirito critico degli anni del Secondo Dopoguerra, in cui inizia a scrivere. Nelle sue pagine trovano spazio temi disparati: il confronto tra reale e irreale, la guerra (sia terrestre che addirittura interplanetaria), le donne, i tradimenti, la follia, la morte, il tempo. Quest’ultimo argomento si presta a uno sviluppo elastico, complice la fervida fantasia dell’autore, che gioca con il tempo, presentandolo come una linea da modificare con un’apposita macchina del tempo, come in “Il dottor Futuro” (Dr. Futurity) o “I simulacri” (The Simulacra, ambientato in un ipotetico XXI secolo dominato dagli Stati Uniti d’America e d’Europa), o futuri lontani, passati remoti e presenti ipotetici.

Proprio la rappresentazione di un diverso corso della storia è alla base dell’ucronia, termine coniato dal filosofo francese Charles Renouvier (uchronie), in un saggio dato alle stampe nella seconda metà del Diciannovesimo Secolo, di chiara derivazione greca (nessun tempo, da οὐ «non» e χρόνος «tempo»), poi mutuato in italiano nel Ventesimo Secolo. Come ci ricorda la Treccani, l’ucronia “consiste nella sostituzione di avvenimenti realmente accaduti in un determinato periodo storico con altri, frutto di fantasia ma verosimili”; è, nella pratica, una riscrittura della storia, una nuova stesura che va a sostituirsi all’originale. Il termine riprende il ben più antico utopia, imperniandosi però su un piano temporale anziché spaziale. Progetti ucronici prendono spunto dalla domanda “cosa sarebbe successo se” (il noto “What if?” inglese), ad esempio, l’Inghilterra fosse riuscita a reprimere le rivolte nelle colonie americane, se Napoleone non fosse stato sconfitto a Waterloo o se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale. Un tema, quest’ultimo, sviluppato da vari autori nel Secondo Dopoguerra; già durante il conflitto, infatti, molti osservatori avevano iniziato a immaginare come sarebbe stato il mondo, alla fine della guerra, generando varie opere fantapolitiche (e progetti di spartizione del mondo da parte delle potenze vincitrici).

Prima ancora del Novecento, però, persino prima ancora della creazione di un termine atto a indicare tale genere, esistevano opere letterarie inquadrabili sotto la voce “ucronie”. Nella raccolta Ab Urbe Condita, Tito Livio (redatta a cavallo tra I secolo a.C. e d.C.) immagina che il grande condottiero Alessandro Magno abbia sviluppato il suo impero verso occidente, anziché muovere, come realmente accaduto, verso oriente, chiedendosi quale sarebbe stata la sorte di Roma se si fosse scontrata con Alessandro. Con il testo Storia della Toscana sino al principato (pubblicato postumo nel 1813), Lorenzo Pignotti immaginò cosa sarebbe potuto succedere se Lorenzo il Magnifico non fosse morto nel 1492. Tra le ipotesi principali, una strenua difesa della penisola da parte dello statista mediceo contro le armate straniere, che la invasero agli inizi del Sedicesimo Secolo, e la repressione della riforma protestante prima che potesse divampare. Persino Winston Churchill (frequente protagonista di ucronie elaborate da altri) si cimentò nel genere, quando nel 1931 lo storico inglese J. C. Squire propose a personalità autorevoli della cultura e della politica contemporanea di ricostruire alcuni snodi cruciali della storia dell’umanità, riunendo poi tutti i lavori in un’antologia dall’efficace titolo: “Se la storia fosse andata diversamente” (If it had happened otherwhise). Churchill, per l’occasione, scrisse un saggio riguardo a un esito diverso della battaglia di Gettysburg (anticipando il nostrano Prosperi!).

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, e sulla scia dei devastanti eventi che avevano lasciato un segno tangibile nella mente e nei cuori di chi l’aveva vissuta, o subita, le opere ucroniche fiorirono in massa, incentrandosi prevalentemente su una diversa conclusione del conflitto. Philip K. Dick aprì la strada nel 1962 con il romanzo “The Man in the high Castle” (tradotto e pubblicato vari volte in Italia come “La svastica sul sole”, sebbene ne esista anche una traduzione dal titolo più fedele “L’uomo nell’alto castello”, Fanucci Editore, 2001).

Vincitore dell’edizione 1962 del Premio Hugo (assegnata ogni anno a romanzi di genere fantasy o fantascientifico superiori alle 40000 parole), “La svastica sul sole” immagina un mondo in cui il Terzo Reich e l’Impero Giapponese hanno vinto la guerra, spartendosi il mondo e diffondendo il nazismo ovunque. Ecco quindi che quelli che un tempo erano gli Stati Uniti d’America vengono divisi in tre territori, subendo una divisione simile a quella incontrata dalla Germania post-1945: la costa orientale, sotto controllo tedesco, quella occidentale (Stati americani del Pacifico), sotto i giapponesi, e gli Stati delle Montagne Rocciose, al centro, uno stato cuscinetto. La riscrittura della storia non è solo disegnare una nuova cartina del mondo, ma incide in profondità, sulla vita quotidiana degli individui, caratterizzata da una forte perdita di libertà.

Da notare, all’interno del romanzo, la presenza di un personaggio (lo scrittore Hawthorne Abendsen) che ha scritto l’opera fantapolitica “La cavalletta non si alzerà più” (The Grasshopper Lies Heavy), in cui Hitler ha perso la guerra, generando una contrapposizione tra due mondi che è non solo esterna al romanzo (per chi, cioè, legge e sa che la storia non è andata in questo modo) ma anche interna, coinvolgendo gli stessi personaggi e offrendo loro un’altra ucronia. Questo libro nel libro è ciò che, in letteratura, viene definito pseudobiblium, un libro mai scritto ma citato come vero, come il Necronomicon di Lovecraft.

Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva, di cui è andato in onda di recente solo il primo episodio (pilot) ma non su una rete americana bensì sul canale streaming di Amazon.com. La produzione è stata affidata alla Scott Free Production, la compagnia di Ridley Scott (regista, tra l’altro, di Blade Runner, che la produzione ha voluto omaggiare con un piccolo riferimento), il soggetto e la sceneggiatura sono di Frank Spotnitz, già autore di alcuni episodi di X-Files. Il pilot è disponibile per il download immediato ma la decisione o meno di proseguire la serie dipenderà dal successo riscosso, ossia da quanti download e giudizi positivi riceverà questo primo episodio.

Concludendo con i romanzi ucronici, impossibile non segnalare Fatherland, di Robert Harris, un giallo fantapolitico scritto nel 1992 che immagina un Secondo Dopoguerra dominato dallo scontro tra gli USA e il Terzo Reich, vincitore del conflitto mondiale. Per l’Italia, essendo ancora forte il ricordo del Ventennio Fascista, le opere ucroniche tendono a concentrarsi su questo argomento, immaginando che Mussolini non sia entrato in guerra e sia rimasto al potere. Un esempio è l’Epopea Fantastorica di Enrico Brizzi, una trilogia dedicata a Lorenzo Pellegrini, giornalista bolognese del quotidiano sportivo Stadio, che vive negli anni ’60, in una Repubblica Italiana retta dal Duce, ormai vecchio, che governa anche sulle cosiddette “Repubbliche Associate” (Libia, Albania, Corsica, Malta, Egeo e Africa Orientale).

Il più prolifico scrittore italiano di ucronia è indubbiamente Pierfrancesco Prosperi, autore di centinaia di racconti, fumetti e una dozzina di romanzi. Tra i tanti, da ricordare “Seppelliamo Re John” (romanzo sia di fantascienza, in quanto ambientato in vari momenti del futuro, sia ucronico, in quanto viene ipotizzato che il Presidente Kennedy non sia rimasto assassinato, e anzi viene imbastito addirittura un viaggio nel tempo per ucciderlo!) del 1973, “Garibaldi a Gettysburg”, che ipotizza cosa sarebbe successo se Garibaldi avesse aiutato i nordisti durante la guerra civile americana (la differenza più notevole è la scomparsa degli USA a favore della Condeferazione degli Stati Uniti d’America), fino al più recente Undicimila Settembre, edito da Fratini Editore, 2014, in cui lo scrittore aretino torna a giocare con la storia in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II e della riunione di tutti i potenti della Terra a Roma.

È chiaro, infine, che il genere ucronico trovare applicazione, non solo in letteratura, ma anche nella cinematografia e nelle storie a fumetti, con un potenziale praticamente infinito, purché sostenuto da un’ottima conoscenza storica che permetta di ricreare scenari (im)possibili come fossero reali. La miniserie a fumetti Watchmen, di Alan Moore (da cui è stato tratto un bellissimo film nel 2009), narra le avventure di un gruppo di supereroi in crisi, la cui la presenza nella società statunitense ha comportato un epilogo diverso per alcuni avvenimenti storici, come la vittoria degli USA in Vietnam. La Marvel Comics ha creato un’apposita collana “What if?”, dove è apparsa la figlia (mai nata) di Peter Parker, che ha seguito le orme paterne diventando Spider Girl. Tiziano Sclavi dedica all’ucronia il numero 240 di Dylan Dog, mentre la serie anime e manga Code Geass si svolge in un mondo dove si sono verificati eventi storici diversi da quelli realmente accaduti.

Le potenzialità, come detto, sono infinite, al punto che, navigando in rete, è possibile imbattersi in siti internet dedicati alla ideazione e allo sviluppo di interi progetti ucronici. Un’altra storia, infinite storie.

Alessio Del Debbio

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Carlo Piaggia. L’Africa nel cuore, di Marco Mezzetti

Casale Africano, di Cesare Zumbolo

Elegia provinciale, di Giancarlo Micheli

Format. Crimine in diretta tv, di Fabrizio de Sanctis

Keep an ear on, autori vari

La bambina e il buio, di Claudio Barrella

La saggezza del marabù, di Pietro Calabretta

La zanzara Clara e la Nebulosa di Krebs, di Lorenza Negri

Metafore del tempo, di Menotti Galeotti

Provvista d’azzurro, di Gabriella Campini

Sfida al canyon infernale, di Robert Edwin Howard

Sognocieli, di Pietro Cervetti

Sotto il pentagramma, di Rodolfo Tommasi

Top Secret. Diario di un ragazzo sulla linea gotica, di Gian Piero Mezzetti

Undicimila settembre, di Pierfrancesco Prosperi

Voce nova, di Francesco Capaldo

Volo su Titano, di Stanley Weinbaum

Buona lettura!

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