Archivio tag: lucca

Paint !?

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paint_luccaE’ stata inaugurata in questi giorni al L.U.C.C.A. Lucca Center oF Contemporary Art il percorso espositivo di un maestro della pittura astratta italiana, PAINT?! Gianfranco Zappettini e l’astrazione analitica europea curato da Maurizio Vanni e Alberto Rigoni, in cui sono proposte una trentina di opere rappresentative di due differenti fasi dell’artista genovese, quella storica che lo ha lanciato in Italia e all’estero e quella degli anni Duemila. Nel prestigioso centro per l’arte contemporanea, in pieno centro storico a Lucca, sarà possibile visitare fino al 27 maggio 2012 la personale di uno dei più intelligenti e raffinati pittori del secondo dopoguerra. Fondatore, assieme al collega tedesco Winfred Gaul e al critico Klaus Honnef, della Pittura Analitica, Zappettini ha contribuito con i suoi celebri “bianchi”, le “tele sovrapposte” e i suoi scritti teorici alla riformulazione del linguaggio-pittura, dopo l’annichilimento dell’Arte Concettuale. Oggi la sua ricerca è focalizzata sull’indagine profonda del significato metafisico della creazione dell’Opera per eccellenza, attraverso la costante riflessione sulla dualità di trama e ordito, sulla valenza del lavoro di tessitura, sulla ricerca di più elevati livelli di conoscenza interiore.

Orario mostra: dal martedì alla domenica 10-19

www.luccamuseum.com  info@luccamuseum.com

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Sandro Cabrini. Archetipi del sogno

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sandro_cabriniE’ stata appena inaugurato nel Lu.C.C.A. Lounge e Underground a Lucca l’allestimento delle figure-simbolo dell’artista milanese Sandro Cabrini “Archetipi del sogno” che intende riportare l’individuo al centro dell’esistenza attraverso l’uso ripetuto di una figura-archetipo inserita in contesti spazio-temporali areali. La personale curata da Maurizio Vanni è visitabile fino al 18 marzo 2012.   La mostra si compone di ventisei lavori, tra cui i collage “total white” che utilizzano come supporto la carta cotone indiana e le sculture in ferro e legno, per far riprendere coscienza all’uomo della sua identità e della sua libertà di scelta. Un sogno ad occhi aperti che può tornare a diventare realtà se solo decidessimo di rimetterci in gioco completamente. “I contesti delle opere di Cabrini – scrive il curatore Maurizio Vanni – sono sempre privi di riferimenti spazio-temporali, scollegati da contesti precisi e ogni persona può caratterizzarli e completarli attraverso un’interazione cerebrale. Le istallazioni sono vere e proprie occupazioni di spazi, contaminazioni architettoniche che corrispondono alla precisa volontà di stimolare le persone a riappropriarsi del proprio libero arbitrio tornando ad essere artefici del proprio destino, consapevoli che i lucidi sogni, se supportati dalla determinazione di colui che li esprime, possono essere rincorsi e afferrati”. Le sue figure-archetipo, che tanto assomigliano a quelle stilizzate dai bambini, sono al centro del suo racconto, protagoniste indiscusse del palinsesto in cui sono inserite per ricordarci qual è il nostro percorso di vita.  I temi della mostra saranno poi approfonditi insieme all’artista e al curatore venerdì 24 febbraio 2012, alle ore 18, in un talk show sugli Archetipi del Sogno che si terrà nella hall del Lu.C.C.A. Dal 20 febbraio fino alla chiusura della mostra, Cabrini terrà anche un workshop a Lucca nella Scuola Primaria “Giovanni Pascoli”, che coinvolgerà 250 allievi sul tema delle identità.

Note biografiche

sandro_cabrini_2Architetto e graphic designer per clienti internazionali, Sandro Cabrini (Milano, 1948) coniuga da sempre l’attività pittorica con esperienze professionali nel settore della comunicazione, investigando le diverse forme di espressione simbolica. Incontra giovanissimo le opere di Klee, Kandinsky, Matisse, Mondrian e Picasso, dai quali apprende la passione per i colori forti, primari, che ripropone nei suoi soggetti astratti e figurati. Dagli anni Ottanta, ha esposto le sue opere a Milano, Orvieto, Torino, Ginevra, New York, Chicago, Houston, Miami e San Pietroburgo. Oggi, i bordi di carta bianca strappati, così come la materia arrugginita delle vecchie travi e putrelle, rappresentano un nuovo mezzo espressivo per le sue figure-prototipo: in equilibrio su un piede solo, instabili eppure sempre in movimento, alla conquista di affermazione e crescita personali. www.sandrocabrini.com

sandro_cabrini_3

Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – Lucca
tel. +39 0583 571712 

Orario mostra:
dal martedì alla domenica 10 – 19
lunedì chiuso
Ingresso libero

www.luccamuseum.com  info@luccamuseum.com

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La Grazia Sufficiente a Luccalibri

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grazia_sufficienteA Lucca presso la libreria Luccalibri, Corso Garibaldi, 54  Venerdì 13 Gennaio 2012, alle ore 17,30, viene presentato il romanzo “La Grazia Sufficiente” (Campanotto Editore 2010) di Giancarlo Micheli. Intervengono Luciano Luciani e l’Autore.

hanno scritto a proposito de La grazia sufficiente:

Il valore della prosa del Micheli risiede esattamente nella capacità, dispiegata in ogni frase e in ogni periodo, di portare alla luce nuove realtà, dapprima linguistiche ma che si trasformano, poi, in nuove realtà prettamente percettive.
Stefano Busellato
(Erba d’Arno, n.123, inverno 2011)

Romanzo tenace e appassionato, La grazia sufficiente coniuga erudizione e poesia, grazie al suo linguaggio distillato e ben forbito che cerca di supplire alle difficoltà della teologia indimostrabile con la ben più robusta forza espressiva di una liricità intensa e asciutta […].
Giuseppe Panella
(Zeta – rivista internazionale di poesia e ricerche, anno XXXII, n.3, 2010)

La potenza evocativa di un linguaggio colto ed essenziale, dà luogo ad ambientazioni e personaggi dai cromatismi puri al limite del sovrasensibile, che affiorano da una dimensione spazio-temporale immaginifica […].
Roberta Raggioli
(La Mosca di Milano, n.23, dicembre 2010)

Tra i passi migliori del romanzo è senz’altro la descrizione della vita familiare di Baruch in Giappone. […] Questo episodio è narrato con toccante lirismo.
Marinella Lazzarini
(Literary, n.3, 2010)

La grazia sufficiente, sotto la veste di romanzo, nasconde in realtà un consistente midollo filosofico e spirituale. […] Questa lingua senza tempo è fatta per raccontare una storia senza tempo: quella dell’anima.
Anna Lisa Somma
(Bibliotecagiapponese.it, dicembre 2011))

L’incontro e la eventuale compenetrazione di due culture così diverse — quella europea e quella orientale — non è mai stata facile impresa per le implicazioni e il pensiero dei rispettivi soggetti. Nel romanzo di Micheli si scopre tuttavia, più che un’adesione formale, una comprensione […].
Luciano Nanni
(Literary, n.4, 2010)

Passato e presente si mescolano e si amalgamano con sapienza. Micheli si rivela una voce interessante e non banale del nostro panorama culturale.
Serena Adesso
(Mangialibri.it, settembre 2011)

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