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Detachment di Angela Chiti

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All’interno della programmazione Buio in sala: Isole, riflessi di solitudine nel cinema, all’Istituto Stensen in Viale Don Minzoni, 25/c – Firenze il 21 ottobre 2011 alle ore 19,00 viene inaugurata la mostra Detachment, della fotografa Angela Chiti a cura di Sonia Zampini. La mostra è tematicamente affine con il tema  della solitudine, argomento scelto per l’edizione 2011 di Buio in sala.  L’artista mette in luce, attraverso i suoi scatti, le diverse condizioni dell’essere rispetto alla solitudine, evidenziando, di quest’ultima, le sue molteplici connotazioni e i suoi diversi significati. La fotografia allora indaga, quasi con descrizione narrativa, ipotesi in cui la solitudine stessa si mostra sia, ad esempio,  come conseguenza del distacco, e quindi come sofferenza,  ma anche come scelta, come accezione di volontà, prossima alla conoscenza e alla condivisione intima di sé. Da questa idea complessiva, che osserva e descrive, nascono le foto di Angela Chiti e il ciclo di opere che danno origine alla mostra Detachment, proprio ad indicare, sin dal titolo, una condizione ma anche una volontà di solitudine. La tecnica fotografica di Angela Chiti  analizza, attraverso l’istantanea dello scatto, particolari del visibile che ci circonda, colti in una nuova dimensione estetica, autonoma rispetto al contesto da cui sono tratti. Nelle sue foto la ridefinizione estetica coincide costantemente con la scoperta di una nuova definizione semantica. La mostra sarà visibile fino al 20 novembre 2011. Per info: 055/5535858 www.stensen.org (comunicato di Sonia Zampini).

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In un momento

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in_un_momentoNell’ambito delle iniziative che precedono le festività natalizie, si inserisce a Firenze l’inaugurazione  del 22 dicembre alle ore 18,00 presso il Tepidario del Roster, Giardino dell’Orticultura, V.Vittorio Emanuele, 1 della mostra fotografica “In un momento” di Angela Chiti. A riguardo Sonia Zampini, che ha curato l’esposizione, così scrive: “Le espressioni che definiscono concetti sono animate da parole, ognuna di per sé ne circoscrive il senso. La materia del nostro esistere è nozione vulnerabile, pronta costantemente a ridefinirsi. Vi è un moto continuo che definisce le parole come gli oggetti e quello che noi osserviamo è costantemente prossimo alla mutevolezza.  Appaiono concetti su parole fugaci, immagini su supporti pronti a dissolversi […]. Le foto che Angela Chiti espone in questa mostra descrivono attimi visivi e contenutistici in bilico tra ciò che vediamo e comprendiamo e ciò che presto svanirà per comporre una immagine più estesa, per definire una idea più ampia che nasce dalla possibilità di cogliere singoli istanti di contenuto. L’acqua e la neve i due soggetti che nelle foto di Angela dichiarano, nel preciso istante in cui si mostrano, la struttura definita con cui si esprimono nella durata effimera di momenti brevi che presto scompariranno alla nostra vista. Cogliamo allora il valore di ogni attimo come la dimensione eterna di un tempo più lungo, come il particolare stesso, il durante, dell’infinito. Solo allora, in quel momento, la nostra vista e la nostra percezione partecipano al moto incessante che governa gli uomini come le immagini, la terra come gli astri. In un momento tutto si definisce, le immagini appaiono e modellano pensieri, in un momento nato per perdurare nell’ assenza della sua stessa forma”. E’ possibile visitare la mostra fino al 22 gennaio 2011.

Orario mostra: Lunedì – Venerdì: gruppi, scuole ed eventi privati anche serali su prenotazione
Sabato, Domenica e festivi: 10.00 – 18.30

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Constant flow di Angela Chiti a Roma

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angela_chiti_0Presso l’Area Culturale della Casa Internazionale delle Donne, in Via della Lungara, 19 a Roma il 2 dicembre alle ore 18,00 è inaugurata la mostra fotografica di Angela Chiti, Constant flow. Nel testo critico di Sonia Zampini, posto a corredo della mostra, si legge qualche tratto: “Prima che diventi mare, la nostra espressione, la nostra parola è stata goccia in grado di scavare pietre.

Ha percorso sentieri di fiumi, vallate di laghi e tortuosità di ruscelli, ha lambito la fermezza delle coste a cui ha costantemente opposto la necessità impellente di assecondare la sua natura e quindi di andar via, di scorrere come un costante fluire tra terre e luoghi, età e ragioni fino ad arrivare ad essere mare, distesa maestosa ed enorme. angela_chiti_1Femminea porzione di terra che, dalla luce degrada verso il buio intimo della percezione del suo sentire, per poi tornare in superficie e mostrarsi attraverso il moto del suo frangersi, i suoi rivoli vorticosi, le scie luminose di percorsi di luce […]”

La mostra è aperta fino al 18 dicembre 2010.
Per ulteriori informazioni: 06/68401720 sito ufficiale dell’artista
http://www.angelachiti.com/

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