L’Archivio dei diari di Pieve S.Stefano (Arezzo): il valore inestimabile delle MEMORIE…

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In un lembo di territorio della Toscana che confina con l’Umbria, le Marche e l’Emilia Romagna, in una valle circondata da monti, protetta dall’Appennino, sorge la piccola cittadina di Pieve Santo Stefano, famosa per essere diventata dal 1984 la “Città del diario”, grazie all’idea e all’iniziativa del giornalista e scrittore Saverio Tutino, che ha realizzato un Archivio per raccogliere e conservare gli scritti di memorie private, in un ala del cinquecentesco Palazzo Pretorio, sede del Municipio, superstite tra i pochi edifici rimasti del paese antico, andato distrutto quasi completamente durante i bombardamenti del 1944. Oggi, nel complesso edilizio ristrutturato, una magnifica terracotta di Girolamo Della Robbia La Samaritana al Pozzo (1510), accoglie il visitatore, prima dell’ingresso alla scoperta dei tesori manoscritti conservati presso l’Archivio diaristico.  Fra taccuini delle trincee di guerra, lettere d’amore dei secoli passati, diari di giovani chiusi a chiave con il lucchetto, racconti di migranti, segreti affidati a pagine di quaderni, spicca il Lenzuolo a due piazze che la contadina Clelia Marchi ha riempito di fitte righe con la storia della sua vita, composte con pazienza, con un pennarello, dopo la morte del suo amato marito Anteo. L’Archivio diaristico di Pieve S.Stefano è un archivio pubblico, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflette, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia: sono diari, epistolari, memorie autobiografiche. E’ una sorta di casa della memoria: una sede pubblica per conservare scritti di memorie private. L’iniziativa ha attirato l’attenzione di studiosi e giornalisti anche fuori d’Italia perché esso serve non solo a conservare, come un museo, brani di scrittura popolare, ma vuole che in vario modo la ricchezza che in esso viene depositata dia frutti continuamente. Chiamato retoricamente “banca della memoria”, è stato definito anche “vivaio”, per il fatto che gli scritti del passato rivivono, germogliando di nuovo ad ogni stagione, e creando nuove forme d’attenzione alla diaristica. Da qui è nata l’idea di incentivare l’afflusso con un concorso che si rinnova annualmente, il Premio Pieve, grazie al quale in poco tempo sono arrivati più di cento testi e raccolte di lettere all’Archivio che nella sua sede adesso ne conserva più di 5000 ed è in continuo accrescimento. L’Archivio si avvale anche di una Biblioteca che con pubblicazioni inerenti la diaristica e memorialistica, studi sugli eventi della guerra e dell’emigrazione, sulla scrittura popolare e l’autobiografia, materiale documentario prodotto da tesi di laurea e dottorati di ricerca,  è divenuta uno strumento significativo e di supporto per gli studi condotti in sede. L’elenco di tutte le tesi di laurea e dei dottorati di ricerca con temi svolti su documenti dell’Archivio diaristico o legati ad argomenti vicini ai contenuti della memoria autobiografica depositati in Archivio e’ aggiornato alla pagina elenco delle tesi.
Nella Biblioteca dell’Archivio diaristico vengono depositati i lavori di ricerca che gli autori inviano spontaneamente come segno di riconoscenza per l’uso delle fonti messe a disposizione.

Dal 1991, su iniziativa del Comune di Pieve Santo Stefano, è nata la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, recentemente divenuta una Onlus, di cui Saverio Tutino è presidente onorario, che si propone di “promuovere la più ampia conoscenza dell’Archivio Diaristico Nazionale e del relativo premio annuale, quali mezzi per la valorizzazione di Pieve Santo Stefano come “Città del diario” e per la crescita dell’amicizia fra tutti coloro che scrivono i diari e conservano documenti di autobiografia e di memorie personali in forma di scrittura.
[art. 2 dello Statuto]”

Dal settembre 1998, con cadenza semestrale viene pubblicata una rivista dell’Archivio dal titolo Primapersona, in vendita presso l’Archivio, rivolta agli appassionati di autobiografia e a coloro che desiderano seguire le iniziative dell’Archivio di Pieve. La rivista dà voce ai diari dell’Archivio, ma anche al dibattito generale sui temi legati all’autobiografia e alle opinioni dei diaristi. Nel 2001 memorie e diari dell’Archivio di Pieve hanno incontrato il cinema, ed è nata l’iniziativa “I diari della Sacher”. A partire da ottobre 2001 il sito ospita la rubrica Pagine, un appuntamento bimestrale che dà spazio a brani autobiografici di testi dell’Archivio.

Si rimanda al sito ufficiale /

Info: Antonella Brandizzi – Resp. Ufficio Stampa Fondazione Archivio Diaristico Nazionale – onlus, Piazza Amintore Fanfani, 14 52036 Pieve Santo Stefano (AR) a.brandizzi@archiviodiari.it

 

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