Indie occidentali di Giancarlo Micheli

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Indie_occidentaliDalla narrativa colta contemporanea “INDIE OCCIDENTALI” di Giancarlo MIcheli, Campanotto Ed. 2008

Indie occidentali

prefazione di Manlio Cancogni

Oggi il Lower East Side è un quartiere di artisti, gallerie d’arte e ricostruzioni edilizie. Quando abitavo a New York, durante gli anni settanta del secolo scorso, era invece un quartiere a rischio. Mia figlia mi raccomandava di evitarlo nelle quotidiane passeggiate che facevo assieme a mia moglie. Dalla Third Avenue, dove avevamo casa, eravamo soliti discendere per la Bowery, per poi prendere per Canal Street e deviare per Mott o Mulberry Street, fino nel cuore di Little Italy che, proprio allora, cominciava ad essere erosa dall’avanzata irresistibile dei cinesi di Chinatown. Oggi il territorio è quasi interamente conquistato. Credo rimanga ancora qualche trattoria in cui gli italiani figurano come prestanome di proprietari di Shanghai o di Canton. Proprio in Mulberry Street sta il bar dei protagonisti del romanzo Indie occidentali: Aurelio ed Erminia, una coppia di giovani sposi che dalla Valle del Serchio si aggiungono, nei primi anni del novecento, alle moltitudini di immigrati che arrivavano ad Ellis Island dall’Italia o dalla Germania, dall’Europa dell’est o dalla Scandinavia. I personaggi della storia di Micheli non appartengono alla massa dei diseredati che in quegli anni di forsennato sviluppo industriale attraversavano l’Atlantico per ritrovarsi in una modernista babele, affollata fino all’inverosimile, ricca soprattutto di afflizioni e motivi di inedite sofferenze. Aurelio ed Erminia hanno risorse sufficienti per intraprendere un’attività indipendente una volta giunti nel nuovo mondo. Partono guidati dal desiderio di progredire umanamente e donare alla propria figlia appena nata un avvenire più confortevole e degno. Entrano, dapprima, nell’ombra protettiva di una sorta di ambiguo capo clan, un intermediario tra la forza lavoro, provata dagli stenti e sovente dalla fame, e imprenditori senza scrupoli, facilmente inclini a compromessi con il crimine. Faranno, quindi, presto le spese della loro ingenuità, della loro ignoranza delle dinamiche violente e spietate che informano i rapporti nella comunità che li accoglie. Soltanto al vaglio di un viaggio infernale, che li condurrà nei tormenti degli stockyards di Chicago e nei malsani opifici dell’industria tessile del New Jersey, essi coronano il loro percorso iniziatico, acquistano consapevolezza di sé e la capacità di agire assieme agli altri per affermare valori condivisi e di progresso umano. Questa è la chiave utopica del racconto che Micheli sviluppa con meticolosa cura artigianale, da scrittore per vocazione; consiglio, dunque, una lettura riflessiva di questo romanzo, proporzionata alla cura che è stata impiegata nello scriverlo. Il romanzo ha un taglio decisamente realista, talvolta surrealista nell’ordire la trama di casi ineffabili alle emozioni e ai gesti dei personaggi. Micheli vi ricompone una geografia umana di passioni vigorose e sentimenti nobili, cosicché ci lascia, forte, il sapore di una storia d’altri tempi. L’autore agisce secondo strategie sottili, perfino misteriose, che illuminano i fatti della narrazione con i riflessi di una necessità perturbante, spesso assurda; è la luce di un’alba, tuttavia, dalla quale si possono cogliere segni importanti anche per capire meglio il nostro presente, assai torbido e notturno. È incredibile come gli Stati Uniti, invasi sul finire del XIX secolo da una turba di sommersi e senza speranza, appartenenti ad una miriade di inconciliabili differenze di culture e lingue, costretti ad una impietosa struggle for life, è incredibile come questo paese sia sopravvissuto. Una domanda è d’obbligo: oggi la situazione degli Stati Uniti e del mondo è cambiata rispetto al quadro drammatico e spietato che il romanzo descrive? Certamente la società contemporanea è passata ad una sua fase “civile”, di regole accettate e condivise, ma il mondo democratico è dominato non più dalla produzione industriale, bensì dalla produzione del denaro fine a se stessa, e dunque insensata, perversa e diabolica. Ci conforta pensare che anche questo momento della storia verrà superato e ci auguriamo che ciò possa accadere senza una catastrofe.

Manlio Cancogni

E’ possibile entrare nell’atmosfera dei luoghi dove si svolgono le vicende dei protagonisti del romanzo Aurelio ed Erminia, attraverso alcune videoletture di “Indie occidentali” (dalla voce di Paola Lazzari).

Sul romanzo “INDIE OCCIDENTALI” di Giancarlo Micheli, vincitore del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” – XXII edizione, Napoli (anno 2008), sono state scritte numerose e importanti recensioni, alcune delle quali pubblicate sulla Nazione di Lucca, Il Tirreno di Viareggio, in Avvenire ed altrove.

E’ possibile leggerle nel dettaglio su: http://www.literary.it/autori/dati/micheli_giancarlo/giancarlo_micheli.html

Notizia sul Premio internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere” (Istituto Italiano di Cultura di Napoli, XII edizione):

http://www.literary.it/occhio/dati/micheli_giancarlo/il_premio_nuove_lettere_2008.html

L’elenco di tutte le sue pubblicazioni è in

http://www.literary.it/Autori/dati/micheli_giancarlo/

Dalla penna di Giancarlo Micheli nascono anche POESIE di sconcertante bellezza… Quando ebbi occasione di ascoltarle dalla sua viva voce, ad un incontro letterario organizzato a Firenze nel dicembre 2008 dall’Associazione “Sguardo e Sogno“, mi emozionai soprattutto alla lettura della poesia che riporto qui di seguito:

Prima della pioggia

Al matrilineare richiamo dei passeri
Nell’aria catafratta d’azzurro
Sotto asili di embrici e pergole
Si risvegliarono
E un’odorosa brezza sentiva
Le labbra delle finestre schiudersi
Dentro era tutta una febbre di corpi
A spogliarsi di settimane e di mesi
In un’ombra cortese sedevano
Tra le ringhiere ed i muri sbreccati
Dove giocavano il sole e la pietra
E si dicevano in gran segreto
Di voler far crescere l’erba
Dal cortile all’eternità

(giugno 2005)

E’ possibile leggere altre poesie di G.Micheli in:
http://rhymersclub.altervista.org/micheli.html
http://www.istitalianodicultura.org/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=155
http://isla_negra.zoomblog.com/archivo/2008/12/22/giancarlo-micheli-italia.html
http://librerialacultura.blogspot.com/search/label/MICHELLI%20GIANCARLO

Biografia dell’Autore

GIANCARLO MICHELI è nato a Viareggio il 3 febbraio 1967.  Si dedica alla scrittura, in versi e in prosa, da circa vent’anni. Ha pubblicato il suo primo racconto (Fucking fist, 2004) nella collana Jazz Mediterranea per l’editore Baroni di Viareggio. Per lo stesso editore alcune sue poesie sono presenti nella silloge di poeti versiliesi L’ora d’aria dei cani (2003), nella quale si raccoglie parzialmente il frutto del lavoro del gruppo omonimo (letture pubbliche di testi poetici, con accompagnamento musicale e videoproiezioni). Ha collaborato alla realizzazione della mostra-evento La vita agra – l’arte del resistere dal 1943 al 2003 (Viareggio 2003, Massa 2004). Dal 2003 partecipa alle iniziative dell’associazione culturale BAU, che promuove la produzione e la distribuzione dell’omonimo contenitore di arte e cultura contemporanea. Nell’autunno del 2004 è stata edita la sua prima raccolta di versi (Canto senza preghiera, Baroni editore). Ha partecipato a varie edizioni della rassegna nazionale di poesia Altramarea, ideata e diretta dal poeta e filologo Angelo Tonelli. Alcuni suoi versi figurano nell’antologia della rassegna, pubblicata dall’editore Campanotto, e sulle riviste Poesia di Crocetti, Isla negra, The waters of Hermes, NLE. Nel febbraio del 2007 è stato pubblicato il suo primo romanzo, Elegia provinciale, per i tipi della collana Mediterranea di Mauro Baroni editore. Sempre nello stesso anno ha curato, per l’Associazione BAU, la pubblicazione del libro Percy B. Shelley – il cuore e l’ombra viva (Pezzini editore, 2007), raccolta collettanea di testi e riflessioni sulla poetica del grande romantico inglese. Nel marzo 2008 è stata pubblicata la sua seconda raccolta di versi, Nell’ombra della terra (Gabrieli editore). Nel settembre 2008 è stato pubblicato il suo secondo romanzo, Indie occidentali (Campanotto editore), cui è stato conferito il Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” (XXII edizione, 2008). Ha compiuto vari lavori di traduzione di testi letterari, tra i quali una versione (ad oggi inedita) della raccolta Le grand jeu (Gallimard, 1928) del poeta francese Benjamin Péret.

Ha pure realizzato alcuni video operando ibridazioni dei formati e delle fonti luminose in direzione di una ricerca di realismo lirico (La realtà è quello che è?, 1996; L’amour fou, 1997; La terra desolata, 1997; Rendering, 1998; Res accendent lumina rebus, 2001; Impressioni n.16  (all’interno del Laboratorio Cinema del Comune di Viareggio, 2002); La colpa della troia è che i porci la pagano, 2002; Il sangue sulle spighe, 2003; Memoria e resistenza, 2004).

Coltiva passioni non inessenziali nel teatro e nel cinema. Nel 2004 ha lavorato, assieme a Paola Lazzari e a Pierfrancesco Biasetti, alla messa in scena dell’atto unico Parti di guerra (testi di Giancarlo Micheli, musiche di Antonio Agostini) e del monologo La confessione (interprete Paola Lazzari, testi di Sandro Luporini e Giancarlo Micheli).

E’ uscito ora il suo nuovo romanzo La grazia sufficiente, Campanotto Ed. 2010 di cui si possono vedere i dettagli e le date di presentazione sul blog

Blog ed E-mail dell’Autore

http://novarubedo.blogspot.com
waltersavagelandor[at]virgilio.

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