Archivio della categoria: THRILLER

Fratini Editore su aNobii

ANOBII – I libri di Fratini Editore su aNobii.com

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aNobii è un social network dedicato ai libri ideato da Greg Sung, allo scopo di condividere le proprie opinioni con altri utenti, confrontarsi e farsi segnalare qualche libro da leggere. Creato nell’agosto 2006 a Hong Kong, è considerato un esempio del Web 2.0 ed è attualmente diffuso in 13 lingue diverse, tra cui l’italiano, classificando oltre 43 milioni di libri. Il nome aNobii deriva dal nome dell’Anobium punctatum, il “tarlo della carta”, epiteto con cui, nei paesi anglosassoni, viene metaforicamente indicato chi passa molto tempo sui libri.

Dopo essersi iscritti (molto semplicemente con una mail e una password), gli utenti possono creare la propria libreria, personalizzandola graficamente e divertendosi poi a navigare nel mare di libri proposti. Tra le tante possibilità, gli utenti possono cercare i testi (attraverso un motore di ricerca dove è possibile inserire il nome del libro, dell’autore o il codice ISBN), scrivere e commentare recensioni, lasciare votazioni, consigli di lettura, compilare liste dei desideri per libri che vorrebbero leggere e partecipare ai numerosi gruppi, dedicati a un libro, a un genere o a un autore specifico.

Essendo un social network, l’interazione con gli altri utenti è raccomandata e resa possibile da una serie di accorgimenti interni, ad esempio la possibilità di scovare gli utenti a noi vicini come affinità di gusti, aggiungere amici, commentare e votare le recensioni degli altri e vedere chi ha i nostri libri nella sua libreria. Le possibilità sono molteplici ed è anche contemplato lo scambio e la vendita di libri tra utenti privati.

Il sito ufficiale è www.anobii.com e di recente sono state lanciate le relative applicazioni per Iphone e per Android.

Questi i titoli di Fratini Editore attualmente presenti sul portale aNobii, che gli appassionati possono inserire nella propria libreria, commentare, valutare e anche consigliare ai propri amici.

Carlo Piaggia. L’Africa nel cuore, di Marco Mezzetti

Casale Africano, di Cesare Zumbolo

Elegia provinciale, di Giancarlo Micheli

Format. Crimine in diretta tv, di Fabrizio de Sanctis

Keep an ear on, autori vari

La bambina e il buio, di Claudio Barrella

La saggezza del marabù, di Pietro Calabretta

La zanzara Clara e la Nebulosa di Krebs, di Lorenza Negri

Metafore del tempo, di Menotti Galeotti

Provvista d’azzurro, di Gabriella Campini

Sfida al canyon infernale, di Robert Edwin Howard

Sognocieli, di Pietro Cervetti

Sotto il pentagramma, di Rodolfo Tommasi

Top Secret. Diario di un ragazzo sulla linea gotica, di Gian Piero Mezzetti

Undicimila settembre, di Pierfrancesco Prosperi

Voce nova, di Francesco Capaldo

Volo su Titano, di Stanley Weinbaum

Buona lettura!

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Fratini Editore intervista Fabrizio de Sanctis, autore di FORMAT

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Fabrizio de Sanctis nasce a Firenze il 3 agosto del 1953. Figlio dell’avvocato Valerio de Sanctis, esercita la stessa professione dal 1980, soprattutto in campo penale. Amante della letteratura e della cinematografia gialla, è anche musicista, suonando attivamente in gruppo blues-rock. La sua squadra di calcio del cuore è la Fiorentina. Nel 2014 arriva finalista al Premio Alberto Tedeschi, organizzato da Giallo Mondadori, con il romanzo inedito “L’ultima corsa”, e ha l’onore di aprire la collana “I calami neri”, che Fratini Editore dedica alla letteratura gialla, con “FORMAT. Crimine in diretta tv”, un thriller a dir poco adrenalinico.

Ambientato nella Firenze contemporanea, il libro di de Sanctis mette in mostra i crimini commessi dall’assassino seriale Format, con la complicità forzata degli spettatori di Klem TV, obbligando il commissario Siciliano e la sua squadra a una corsa contro il tempo per fermare gli omicidi. Un’atmosfera inquietante in cui l’autore pone cruciali interrogativi sulla responsabilità dei telespettatori nell’esprimere o meno il proprio dissenso, in un’epoca in cui la spettacolarizzazione mediatica degli eventi ha superato il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Fratini Editore: Buonasera, Fabrizio! Iniziamo con una domanda di rito. Come mai hai scelto il genere thriller? È possibile che la tua formazione professionale abbia inciso nella scelta del genere?

Puro gusto letterario. Il mistero, il “giallo”, mi hanno sempre affascinato. Non credo, invece, che la professione che svolgo abbia influito, se non sulla conoscenza di luoghi e figure specifici (questura, tribunale, e quindi poliziotti, avvocati…).

Fratini Editore: A quali fonti ti sei ispirato? Quali sono i tuoi autori preferiti?

I miei autori preferiti sono molti. Dovendo sceglierne alcuni restringo a Jeffery Deaver, Michael Connelly, John Katzenbach, Nelson DeMille e, in Italia, il Faletti di “Io Uccido” e Donato Carrisi. Credo che il loro modo di scrivere mi abbia in qualche modo influenzato, anche se ho cercato, per quanto possibile, di tenere uno stile personale.

Fratini Editore: L’idea dell’uccisione in diretta tv mi ha ricordato Hunger Games, di S. Collins, in cui l’autrice mette in mostra un’umanità post-apocalittica. Nel continente di Panem (i resti della vecchia America) ogni anno, ciascun distretto in cui è diviso il continente deve inviare due tributi ad affrontarsi agli Hunger Games, un reality trasmesso in tutta la nazione dove i concorrenti devono uccidersi tra loro, di fronte a flotte festanti e avidamente interessate di spettatori, che ne parlano come stessero parlando del tempo. Il vincitore sarà colui o colei che sopravvivrà. Anche in questo caso, come in Format, assistiamo a una estremizzazione del processo di spettacolarizzazione mediatica degli eventi, iniziato ai giorni nostri. Come ti poni al riguardo? Credi che ci sia il rischio concreto verso una deriva (a)morale della società in questa direzione?

Domanda complessa. Premetto che, nel mio libro, non si “uccide” materialmente in diretta tv ma, piuttosto, si decide “chi” uccidere. In questo l’idea di partenza è diversa da quella di Hunger Games o del loro predecessore, un romanzo di Stephen King, “L’Uomo in Fuga”. L’elemento in comune è l’uso (distorto) del mezzo televisivo, che in parte, a mio avviso, è già iniziato. Gli esempi di trasmissioni che trattano di delitti, processi, indagini, si moltiplicano e il loro gradimento è costante, se non in ascesa. Io ci vedo una sorta di cannibalismo mediatico, sia da parte delle televisioni che da parte del pubblico. Il “mio” serial killer sfrutta questo cannibalismo unendolo al “format” (in senso televisivo) dei reality che, come me, giudica falsi e inquinati dal bisogno di apparire per piacere al pubblico. Nel “suo” reality non c’è niente di finto: il pubblico decide e lui uccide secondo il suo giudizio.

Fratini Editore: Una domanda leggera: qual è stato il momento più divertente o appassionante della stesura del testo?

Basta mettersi d’accordo sul concetto di “stesura”. Se intendiamo la scrittura materiale, posso dire di essermi “divertito” dalla prima all’ultima parola. In questa fase forse il momento più divertente è stato un messaggio del fidanzato di mia figlia (che ha letto il romanzo “a dispense”, via via che lo scrivevo), mandato dopo una parte abbastanza cruenta; diceva: “Ma cosa hai mangiato ieri sera?” Se invece la stesura comprende anche tutto il lavoro di editing, allora le notti in redazione fianco a fianco con l’editore sono state sicuramente affascinanti, anche se faticose.

Fratini Editore: Cos’hai provato quando hai terminato di scrivere il romanzo? Come ti sei sentito?

Soddisfatto per essere riuscito ad arrivare in fondo. Era la sfida con me stesso: vedere come riuscivo a sviluppare l’idea e, appunto, se ero in grado di arrivare alla fine. La ragione è molto semplice: dopo l’idea iniziale è arrivato il canovaccio, nel senso di abbozzo mentale della vicenda, all’interno del quale avevo chiara solo la fine; nel mezzo, lo sviluppo è venuto fuori via via che scrivevo. Quindi, portare il tutto alla conclusione che immaginavo è stato poter dire “Ce l’ho fatta!”

Fratini Editore: Progetti letterari per il futuro? Stai lavorando a qualcosa? Puoi darci una piccola anticipazione?

Volendo, il secondo romanzo è già pronto. È una vicenda con qualche risvolto nel paranormale e si muove nel mondo dei cartomanti, maghi, veggenti e simili. Il filo conduttore originariamente dovevano essere i Tarocchi, poi ho scoperto l’esistenza di un mazzo di carte creato a Firenze, a cavallo del medioevo e del primo Rinascimento (qualcuno sostiene ancora prima), simile ai Tarocchi ma con più carte e quindi più complicato. Sono le cosiddette Minchiate Fiorentine, una tradizione che si è persa nel corso dei secoli e che ho cercato di recuperare, a mio modo, sia, appunto, per la loro fiorentinità (ci giocava perfino Lorenzo il Magnifico), sia per la loro bellezza, di gran lunga superiore a quella dei normali Tarocchi.

Grazie Fabrizio! E in bocca al lupo con i tuoi lavori futuri! Per acquistare “FORMAT. Crimine in diretta tv”, visitate il catalogo della Fratini Editore.

desanctis

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