Archivio mensile:luglio 2015

Mirko Tondi, Top Secret nella memoria collettiva

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In copertina  opera "Eremita 2008"  di Resmi Al Kafaji

Top Secret. Diario di un ragazzo sulla Linea Gotica (Fratini Editore, Collana Remember, 2014) di Gian Piero Mezzetti contiene già nel titolo e nel sottotitolo due questioni fondamentali: la prima è un elemento di mistero racchiuso nel libro, mentre la seconda è in pratica il sunto della storia in poche parole. Giusto non svelare qui il mistero, ma per farlo vi basterà superare la piccola premessa di Marco Mezzetti (figlio dell’autore), che tuttavia piccola non è, giacché vi si spiega la funzione della scrittura in casi come questo: scrivere per ricordare, scrivere perché le persone possano leggere e non ripetere gli stessi errori nei quali è incappato il mondo prima di loro. Ci tiene, del resto, l’autore stesso a sottolineare l’esigenza di raccontare un lungo momento buio dell’umanità, oltre a quella di tramandare gli avvenimenti vissuti e di rievocare il passato ad anni di distanza. Ed ecco allora questo diario che parte dal 1943 in un’Italia sotto i bombardamenti alleati e in mezzo a fascisti arrabbiati, fascisti convinti e fascisti ciechi, persino negazionisti. Eppure c’è un gruppetto di amici che compie spensierate scorribande, e per esempio li vedi suonare i campanelli e scappare, qualche volta addirittura si mettono a rubarne i pulsanti. Oppure eccoli che passano pomeriggi al cinema o ancora vagano tra le campagne e il mare, con la scuola che salta e ormai ci si è fatta l’abitudine. Gli allarmi suonano, le polveri si innalzano, si vedono le macerie delle case, coi pavimenti frantumati e i vetri rotti, e poi le ferraglie dei binari; il tutto a formare un quadro deprimente, e invece i ragazzi sono ancora lì. Letteratura di una giovane resistenza non armata, semmai armata di coraggio e speranze. Ma c’è anche la paura, innegabile e più che mai umana. Il percorso dei fatti narrati comprende la destituzione di Mussolini nel giugno del ’43 («l’illusione della fine»), l’occupazione tedesca nell’autunno seguente, il vortice scuro della guerra, i messaggi in codice di Radio Londra, l’attentato a Hitler nel luglio del 1944 e la fortificazione della Linea Gotica, a cominciare da quello stesso agosto. Linea Gotica che attraversa gli Appennini e le Alpi Apuane, e passa anche da Valdottavo, paese della Lucchesia in cui si trova un ragazzo che ha appena finito la quinta ginnasiale. Attorno a lui, scene di distruzione e un popolo di accampati, di rifugiati, nei giorni in cui anche riuscire a fare un bagno poteva diventare un evento eccezionale.

Mezzetti ha il pregio di riuscire a far parlare i sensi mediante una scrittura evocativa e pulita, e allora sembra quasi di udire una straziante sinfonia di rumori, come la “musica” dei cannoni e il boato di un aereo che cade («È un urlo che ti penetra tutto, un urlo di preistorica bestia ferita a morte che raggiunge dei toni quasi assordanti»), oppure pare di sentire odori che penetrano le narici («E in questa vecchia casa, in queste vecchie stanze, aleggiava un odore da non dimenticare che era fatto di mele ammucchiate, di formaggio appena fatto messo ad asciugare in dispensa, di polvere antica, di mobili altrettanto vecchi, di fumo di caminetto»). È soprattutto attraverso l’olfatto che l’autore riesce a coinvolgere nella lettura con suggestioni romantiche («Avete mai sentito l’odore di frasche di castagno appena tagliate?») ed evidenti contrasti tra l’opera della natura e quella dell’uomo («L’aria era fresca, buona, odorosa di terra e di muschio; sembrava impossibile che qualcosa ci dovesse minacciare»). C’è spazio anche per passaggi più ironici e piacevoli digressioni sentimentali, come quella di un primo amore svanito nella guerra e raccontato con delicatezza. Verso la fine del libro i ricordi si confondono e tutto si fa più frammentato, col tempo che reclama i suoi anni e fa dimenticare nomi e altri dettagli per i quali ormai non c’è più posto. Particolarmente simbolico il capitolo sugli oggetti: smarriti, distrutti, razziati, nascosti, ritrovati, salvati, come i sogni delle persone durante la guerra. Tra i valori aggiunti del libro, gli inserti fotografici e la copertina (quest’ultima è opera dell’artista iracheno Resmi Al Kafaji). Scomparso nel maggio del 2009, Gian Piero Mezzetti ci regala, con il suo Top Secret, sincere pagine di testimonianza da custodire nell’archivio della memoria collettiva.

Recensione di Mirko Tondi

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