Agli albori della fantascienza: Stanley G. Weinbaum

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L’appuntamento di oggi del nostro blog è dedicato a Stanley Weinbaum e non poteva essere altrimenti. Proprio questo stesso giorno, 79 anni fa, scompariva precocemente uno dei più grandi talenti letterari americani, un innovatore nel genere della fantascienza.

CHI ERA STANLEY WEINBAUM:

Stanley Weinbaum

Stanley Weinbaum

Nato a Louisville, nel Kentucky, il 4 aprile 1902, da famiglia di origini ebree, Stanley Grauman Weinbaum frequentò le superiori a Milwaukee e l’università del Wisconsin a Madison, prima iscritto a Ingegneria chimica poi a Inglese. Non si laureò, lasciando l’università nel 1923 (pare che, in seguito a una scommessa, avesse sostenuto l’esame al posto di un compagno, venendo però scoperto) e dedicandosi a vari lavori e alla scrittura.

A parte alcune poesie, il suo esordio letterario avvenne con un romanzo romantico, The Lady Dances, firmato con lo pseudonimo di Marge Stanley, una mescolanza tra il suo nome e quello della moglie. Il romanzo fu pubblicato da King Features Syndicate, a puntate su varie riviste. Fu la fantascienza però, di cui fu fervido lettore, a rendere immortale il suo nome, sebbene la morte prematura abbia privato gli appassionati di un talento simile.

Già nel 1917, durante le superiori, aveva scritto una storia fantastica intitolata “The last Battle”, pubblicata sul giornale scolastico “The Mercury”. Adesso, nei primi anni Trenta, tornò a quel genere, frequentando un circolo di aspiranti scrittori a Milwaukee, che si riunivano per tirar fuori le proprie idee (tra i partecipanti, Robert Bloch, Ralph Milne Farley, con cui Weinbaum collaborò per alcuni racconti, e Ray Palmer, in seguito divenuto redattore della rivista Amazing Stories). Scrisse ben tre romanzi di fantascienza, pubblicati però postumi, e numerosi racconti che presentò agli editori, inizialmente senza successo. La svolta avvenne nel gennaio del 1934 quando un suo racconto arrivò sulla scrivania di Hugo Gernsback, editore della rivista Wonder Stories e pioniere del genere fantascientifico, che lo apprezzò moltissimo, scrivendo personalmente a Weinbaum e chiedendogli altre storie simili. Il racconto “A Martian Odissey” fu infine pubblicato sul numero di luglio del 1935 della rivista, riscuotendo grande successo di pubblico e critica.

Ciò che aveva colpito Gernsback, e che colpì anche i lettori, fu l’approccio di Weinbaum nei confronti degli “alieni”, basti pensare all’essere per metà pianta e per metà animale, che incontriamo su Marte (ambientazione del racconto), un essere che poteva pensare come un umano, forse anche meglio, sia pur con una logica diversa. Credendo che i processi mentali di un organismo fossero intimamente collegati con la biologia dell’organismo, Weinbaum creò una serie di forme di vita totalmente aliene, nel corpo e nella mente, eppure coscienti di sé al punto da renderle “credibili”, presentandole con uno stile fresco e infarcito di una giusta dose di humor.

Da quel momento e per i successivi diciotto mesi, Weinbaum pubblicò una dozzina di racconti su riviste di fantascienza (Wonder Stories e Astounding), fino alla morte prematura avvenuta all’età di 33 anni, il 14 Dicembre del 1933, per un cancro ai polmoni. Scomparve così un astro nascente della fantascienza americana, lasciando decine di racconti, e qualche romanzo, che saranno pubblicati postumi.

HANNO DETTO DI LUI:

Isaac Asimov, a proposito di “A Marzian Odissey” disse che era un’opera in perfetto stile campbelliano, prima di Campbell, mentre “Parasite Planet” lo colpì “con la forza di un maglio” trasformandolo in un adoratore di Weinbaum.

H. P. Lovecraft scrisse di aver “notato con piacere che almeno qualcuno è riuscito a sfuggire alla rivoltante banalità” delle storie di fantascienza di quel periodo, pensando “a un pianeta in termini diversi da monarchi antropomorfi e belle principesse e battaglie di astronavi”. Weinbaum “sa immaginare situazioni, psicologie ed entità totalmente aliene, escogitare eventi coerenti prodotti da motivi del tutto alieni e evitare i melodrammi da bassa lega” tipici degli scrittori pulp.

Otto Binder scrisse un tributo postumo apparso su Starling Stories 1/1939, decantando la conoscenza di Weinbaum, la sua riserva di idee e la sua fervida immaginazione.

COSA CI MANCHERA’:

Il suo talento, la sua fantasia, la sua capacità di andare oltre. E un’apertura mentale che, nei rigidi anni Trenta, lo rendeva un mosca bianca, il primo a immaginare gli alieni non come mostriciattoli verdastri che tentano di invadere la Terra, bensì come forme di vita con psicologie e comportamenti propri, non umani. Indecifrabili con la logica e il modo di pensare dei terrestri, ma comprensibili se guardati dall’occhio dell’alieno.

LE SUE OPERE:

Un’Odissea Marziana: primo e più celebre racconto di Weinbaum (“A Marzian Odissey”)

La Valle dei Sogni: in originale “Valley of Dreams”, pubblicato su Wonder Stories, 11/1934. È il seguito di “Un’Odissea Marziana”, ambientato anch’esso su Marte.

Volo su Titano (Nome originale: “Flight on Titan”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 1/1935), ambientato sul gelido satellite di Saturno.

Il Pianeta dei Parassiti: (Nome originale: “Parasite Planet”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 2/1935), che piacque così tanto ad Azimov da trasformarlo in un adoratore di Weinbaum.

I mangiatori di Loto: nome originale: “The Lotus Eaters”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 4/1935.

Gli occhiali di Pigmalione (Nome originale: “Pygmalion’s Spectacles”, comparso per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 6/1935)

I mondi del se (Nome originale: “The Worlds of If” comparso per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 8/1935): primo capitolo della saga di Haskel Van Manderpootz.

L’ideale (Nome originale: “The Ideal” comparso per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 9/1935): secondo capitolo della saga di Haskel Van Manderpootz.

Il Pianeta del Dubbio: nome originale: “The Planet of Doubt”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 10/1935.

Adattabilità (nome originale: “The adaptive Ultimate”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 11/1935): ebbe una versione radiofonica nel 1949, ben tre televisive tra il 1949 e il 1955, e da cui fu tratto il film She-Devil, di Kurt Neumann, nel 1957.

La Peri Rossa: nome originale: “The red Peri”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 11/1935

La Luna pazza: nome originale: “The Mad Moon”, comparso per la prima volta sulla rivista Astouning, numero 12/1935.

OPERE PUBBLICATE POSTUME:

Il Punto di Vista: (Nome originale: “The Point of View” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 1/1936)

Smotheread Seas (comparso postumo per la prima volta sulla rivista Astounding, numero 1/1936): scritto assieme a Roger Sherman Hoar, che pubblicò con il nome d’arte di Ralph Milne Farley.

Yellow Slaves (comparso postumo per la prima volta sulla rivista Astounding, numero 2/1936): scritto assieme a Roger Sherman Hoar, che pubblicò con il nome d’arte di Ralph Milne Farley.

Il Nascondiglio della Morte: (Nome originale: “Redemption Cairn” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Astounding, numero 3/1936)

L’isola di Proteo (Nome originale: “Proteus Island” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Astounding, numero 8/1936)

Il cerchio di Zero (Nome originale: “The Circle of Zero” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, numero 8/1936)

Il grafico (Nome originale: “Graph” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Fantasy Magazine, numero 9/1936)

L’orlo dell’infinito (Nome originale: “The Brink of Infinity” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, numero 12/1936)

Il mutare delle correnti: (Nome originale: “Shifting Seas” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Amazing, numero 4/1937)

Il dittatore (Nome originale: “Revolution of 1950” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Amazing, numero 10-11/1938) : scritto assieme a Roger Sherman Hoar, che pubblicò con il nome d’arte di Ralph Milne Farley.

Luna di Marea: (Nome originale: “Tidal Moon” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, numero 12/1938), di cui Weinbaum scrisse alcuni frammenti, completati dalla sorella Helen.

La fiamma nera: (Nome originale: “The Black Flame” comparso per la prima volta sulla rivista Startling, numero 1/1939) romanzo con Black Margot.

L’alba della fiamma: (Nome originale: “Dawn of Flame” comparso per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, numero 6/1939) romanzo con Black Margot.

The New Adam: romanzo, pubblicato nel 1939 da Ziff-Davis. Inedito in Italia.

Il verde bagliore della morte (Nome originale: “Green Glow of Death” comparso per la prima volta sulla rivista Crack Detective and Mystery Stories, numero 7/1957)

The Dark Other: romanzo horror, pubblicato nel 1950 da Fantasy Publishing Company (originariamente intitolato da Weinbaum The Mad Brain). Inedito in Italia.

FRATINI HA PUBBLICATO:

Volo su Titano”, raccolta antologica di undici racconti di Weibaum, acquistabile in formato cartaceo e digitale: http://fratinieditore.it/volo_su_titano.htmlZemanta Related Posts Thumbnail

Luna di Marea”, racconto fantastico comparso per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, dicembre 1938, con il nome di “Tidal Moon”): disponibile gratuitamente qua: http://www.fratinieditore.it/image/mellonta/weinbaum_luna_di_marea.pdf

BIBLIOGRAFIA:

A short biography of Stanley Weinbaum, by Tom Rogers: https://sites.google.com/site/stanleygweinbaum/

Biografia e bibliografia americana di Weinbaum nell’Enciclopedia della Fantascienza: http://www.sf-encyclopedia.com/entry/weinbaum_stanley_g

Audiolibri da ascoltare: https://librivox.org/collected-public-domain-works-of-stanley-g-weinbaum-by-stanley-g-weinbaum/

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