Archivio mensile:febbraio 2014

La bambina e il buio di Claudio Barrella

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La_bambina_e_il_buio_cop1LA BAMBINA E IL BUIO di Claudio Barrella

(FRATINI editore, I Calami Brevi 2, pp. 158 a stampa/epub)

* Pagine in anteprima *

[…]
– Vada ad aprire, barone. Un po’ di coraggio – lo rincuorò Maffei.
Il barone aprì la porta con una cattiva sensazione addosso.
– Focu meu! – urlò spaventato il barone in preda al panico.
Una bambina gracile e ossuta era dietro la porta. Uno scheletro a osservarla meglio. Guardava il barone con il viso smarrito, assente. Un fragore di luce esterna proveniente dalle finestre delle scale la illuminava a ritmi alternati ed evidenziava la pochezza della sua costituzione fisica. -Appariva come un fantasma a digiuno da secoli, messo in penitenza a pane e acqua. L’unica cosa che dava segni di vita erano gli occhi. Palle fisse e cerchiate di tumefazioni, forse occhiaie di preoccupazione sostenute da molto tempo. Facevano paura, incutevano imbarazzo, apparivano come il segno aberrante del maligno.
Fu la fotografia scattata dalla mente malferma del barone.
– È solo una bambina impaurita – esclamò sorridendo l’ispettore in vena di smancerie.
– Davvero? Ha ragione, forse – aggiunse il barone pensando che il proprio timore panico stesse prendendo delle pieghe troppo pericolose.
– Come ti chiami?
L’ispettore cercò un contatto. Sembrava di avere a che fare con l’alieno ne “Gli incontri ravvicinati del terzo tipo”.
La bambina non rispose. Aveva la testa persa altrove, un turbamento che le impediva di reagire.
– Forza bambina, dicci di chi sei figlia, che ti riportiamo a casa!
Il barone voleva scrollarsela di dosso, quella figura smilza di essere umano dell’età all’incirca di sette anni lo metteva a disagio. Era difficile spiegare perché la sua psiche si comportasse in quel modo allucinato e irrazionale.
– Barone, non la spaventi. Non vede che ha paura?
– Focu! Da quando è diventato così sensibile alla natura umana?
– Forse non è troppo piccola per i suoi canoni femminili?
– Sto solo cercando di non metterla ulteriormente in confusione.
Un’altra scarica di fulmini. Il barone tremò come un coccodrillo alla sua prima nuotata nell’oceano. Il temporale, quella bambina che aveva gli occhi del maligno!
– Ha del latte in cucina?
L’ispettore era proprio diverso dal solito, affettuoso e si preoccupava della piccola. Il barone obbedì, ogni tanto si guardava intorno facendo luce con la torcia, temeva che qualche sabba quella notte avesse risvegliato contemporaneamente zombie, vampiri, licantropi e chupacabras.
Il barone andò e tornò. La bambina rimase di ghiaccio seduta in poltrona, mentre i due adulti cercavano di decifrare l’arcano. La piccola da sola nel cuore della notte nel bel mezzo di un temporale. Che senso aveva? E poi perché era venuta a bussare proprio al barone, considerando anche che il portone d’ingresso era chiuso?
– Che dice?
– Di cosa? – rispose il barone con la testa che non la smetteva di partorire insani mostri.
– Della situazione? Ormai è tardi per fare una ricerca. -Domani mattina per prima cosa la porteremo dal maresciallo Nicosia e vedremo di chi è figlia.
– Domani mattina?
– Vorrebbe svegliare i carabinieri all’una di notte? Che le succede? – disse il barone prendendo in disparte l’ispettore.
– La bambina m’inquieta!
– In che senso?
– Ha presente quella sensazione d’irrequietezza quando un brivido le percorre la schiena?
– Certo, ma?
– Tocchi la mia fronte. Sto sudando freddo. Forse ho anche la febbre.
Maffei si mise a ridere beatamente senza fare troppi schiamazzi.
– Non ci posso credere. Non abbiamo un fantasma in casa e nemmeno il demonio.
– Dice?
– Insomma, è alta appena un metro, più ossa che carne, ha un bellissimo viso ed è spaventata.
– Ha verificato con cura? – domandò il barone con sospetto.
– Barone, non crederà che quella bambina sia una strega oppure un poltergeist?
Il barone si rendeva conto che le sue paure erano ataviche e senza senso. Quindi si ricompose, non poteva continuare con quello spettacolino indecoroso per il suo blasone.
– No, certamente. Ammetterà che è una situazione insolita.
– È il suo punto debole! – chiosò l’ispettore con fermezza.
– Quale?
– Ha paura del buio!
– Non dica sciocchezze. Si ricordi da dove provengo. Un mio lontano avo faceva parte della società dei lumi e mio nonno era un galileiano convinto. […]

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