La pelle dell’orso e del perché alcuni libri e autori sembrano calamite

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Qualche tempo fa avevo scritto un articolo in questo blog che spiegava, anzi elencava quello che, a mio avviso, sono i motivi che spingono una persona a comprare un libro.
Oggi alla luce dell’ennesimo successo editoriale di FV (ebbene non voglio usare il suo nome al fine di fare ancora più pubblicità al suo libro e alla sua persona), mi viene da pensare ad un altro aspetto che non avevo considerato, ma che alla fine premia tutti gli acquisti che facciamo, da quelli più piccoli a quelli più consistenti.

Ti faccio un esempio, seguimi.
Perché vai a prendere un caffè in un bar rispetto ad un altro, anche se ti costa fare un percorso più lungo? Pensaci bene, non si tratta solo del fatto che il caffè è più buono, ma spesso perché quel posto, il modo in cui ti accolgono, l’ambiente, le persone ti comunicano un’energia che vuoi acquisire.

Allo stesso modo l’acquisto di un auto, del nuovo modello di un cellulare, o appunto l’acquisto di un libro, ha comunque a che fare con lo stato d’animo che vogliamo ottenere grazie al suo possesso e al suo utilizzo, che nel libro si tratta di lettura appunto.

Tutto il sistema di acquisto si basa sul semplice ‘meccanismo atavico’ di conquistare la pelle dell’orso e quindi il potere dell’animale che un tempo l’abitava.

Allo stesso modo comprare un libro ha molto a che fare con lo stato d’animo e l’energia che la persona che lo acquista vuole ricevere.

E l’uscita del libro del nostro personale Voldemort, l’innominabile, non è da meno.

Ho avuto modo di leggere articoli che si lamentavano dello stato della letteratura e della cultura italiana. Altri che provano a mettere a confronto i vari autori al fine di comprendere perché uno è così tanto venduto anche rispetto ad altri autori altrettanto capaci, se non di più (piccola frecciatina), nella comunicazione di eventi, sentimenti e sensazioni.
Un articolo ad esempio ha messo a confronto Gramellini che con il suo libro ha venduto bene quasi come l’innominabile.
Ed è questo che ha fatto nascere in me l’idea della pelle dell’orso.

Per quanto “Fai bei sogni” sia ben scritto o racconti una storia condivisibile ed evocativa, la sua lettura non porta il lettore al voler conquistare “la pelle dell’orso Gramellini“.
Nella mia testa non c’è il desiderio di voler mutare la mia esistenza con quella di Gramellini, nonostante il suo ruolo di vicedirettore o le sue possibilità economiche siano ovviamente superiori alle mie.

Al contrario avere la possibilità di accedere alla vita di una persona che sembra riuscire in tutto quello che fa, è di mio estremo interesse. Dal viaggiare per il mondo, ad avere lavori interessanti e mai noiosi, dall’apparire in televisione, fino ad avere ragazze e fidanzate che, si presume, altrimenti non potrebbero essere avvicinate.
Tutto questo, rende un suo libro, il suo nuovo libro, una calamita irresistibile.

Ecco quello di cui mi rendo conto, un libro è forte e vendibile tanto quanto lo è il suo autore-personaggio, la persona di cui desideriamo l’energia, la forza.

Ed è evidente che il personaggio, ci sia simpatico o meno, non importa,
quello che desideriamo è conquistare la “pelle dell’orso”.

Ora che ci penso, in parte nell’articolo precedente avevo citato che l’acquisto è fortemente legato all’autore del libro, ma all’epoca della stesura del mio primo contributo non avevo ben riflettuto su questo significato.

Quando acquistiamo un libro una buona parte del motivo per cui lo vogliamo tutto per noi è conquistare una nuova energia.

Ed è lo stesso motivo per cui quando chiediamo “perché non prendi il libro in biblioteca al posto di comprarlo?” la maggior parte delle persone dissente, rispondendo che appunto il libro lo vuole avere.

Riflettendoci su, probabilmente questo è il più grande limite della diffusione dei libri in formato digitale. L’ebook non ha pelle, non è materiale e tangibile.

Quella serie di bit, zero e uno, rimane asettico ed impermeabile, non possiamo davvero dirlo nostro, non possiamo contaminarlo con il nostro odore.

Hai presente come fanno i gatti che si strofinano agli oggetti o attorno alle caviglie per lasciare il marchio di proprietà? E’ il senso del possesso.
Un libro elettronico non può mai essere completamente tuo, non può essere sfoggiato, non può essere distrutto, non puoi realmente dire che hai preso l’orso e di aver conquistato la sua pelle e il suo potere.

Sono convinto che a poco a poco potremo superare questa barriera, come andare al cinema o vedere un film alla tv.
Non possiamo considerarci possessori di un film e questo non ci preoccupa, ma per i libri siamo ancora abituati ad una realtà fisica che li contraddistingue, facciamo fatica a staccarci da essa e a fregiarci del possesso anche senza avere un oggetto fisico da rivendicare come nostro

una voce dalla redazione

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