Archivio mensile:novembre 2013

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FRATINI editore alla Fiera del Libro e della Creatività 2013 di Venturina (Li)

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FRATINI editore con il suo ventaglio di libri è presente all’edizione 2013 della
Fiera del Libro e della Creatività che si terrà a Venturina (Li) dal 29 novembre al 1° dicembre.

Fondata a Firenze il 16 luglio 2012, la casa editrice FRATINI editore pubblica E-BOOK e volumi cartacei con generi che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia all’arte, alla musica, accogliendo anche opere rimaste a tutt’oggi inedite nella traduzione in lingua italiana oppure apparse in traduzioni datate, scelte nel novero delle edizioni internazionali. Le Collane delineano più settori di interesse, nel solco di un’editoria di ricerca che non tralascia tipi letterari classici, ma comprende anche categorie di lettura specializzate, come narrativa o saggi di genere e contributi riservati all’Arte moderna e contemporanea. Nel segno dell’arte contempla anche una serie di prodotti cartotecnici esclusivi nella sezione “FuoriCampo”.

All’interno della Fiera, FRATINI editore propone un ricco programma di eventi:

Sabato 30 novembre, ore 15,00
Presentazione del volume Volo su Titano di Stanley Weinbaum

Il volume, disponibile sia in formato cartaceo che digitale, è costituito da 11 racconti, per la maggior parteinediti, di Stanley G. Weinbaum, prolifico autore di fantascienza che ha entusiasmato grandi scrittori quali H.P. Lovecraft, Isaac Asimov e Lester del Rey, ma che è ancora poco noto in Italia.

Il libro inaugura la collana Mellonta Tauta (Queste cose accadranno, dal titolo di un racconto di Edgar Allan Poe), in cui FRATINI Editore si occuperà della letteratura dell’insolito in tutte le sue declinazioni: pulp, gotica e fantastica in senso esteso. Alla presentazione prenderanno parte il traduttore dell’opera Roberto Chiavini e gli altri curatori della collana Mellonta Tauta, Gian Filippo Pizzo, Walter Catalano e Luca Ortino, già impegnati in numerose edizioni dedicate all’insolito. Coordina l’incontro l’addetto stampa Anna Pullia, intervento critico di Maurizio Piccirillo.

Nato a Firenze nel 1964 e proprietario per oltre un decennio di un negozio di giochi, Roberto Chiavini si appassiona fin da giovane alla narrativa fantastica, e dopo la laurea in Lettere classiche, pubblica numerosi volumi sul fantastico e sul cinema, fra gli altri con Gian Filippo Pizzo e Michele Tetro (vincendo tre volte il Premio Italia di fantascienza per il Dizionario dei Personaggi Fantastici, Il grande cinema di fantascienza e Mondi paralleli); autore inoltre di numerosi articoli di genere apparsi su varie riviste e fantine, è creatore e sviluppatore di nuovi giochi da tavolo, di simulazione storica e sportiva, per il mercato anglo-americano.

Sabato 30 novembre, ore 15, 45
Presentazione del CALENDARIO 2014 FRATINI editore L’opera al nudo DIE AKTMALEREI

12 artisti per 12 mesi 12 Künstler für 12 Monate

Progetto a cura di Patrizia Landi
Artisti: Giovanni Galizia, Alessandro Secci, Andrea Lemmi, Roberto Pupi, I Santini Del Prete, Stefano Turrini, Lorenzo Pezzatini, Resmi Al Kakaji, Giampaolo di Cocco, Franco Ionda, Andrea Marini, Luca De Silva. Il corpo nudo dell’artista dialoga ed entra in sinergia con la propria opera. Ogni artista ha scelto liberamente come e quanto mostrare il proprio corpo e come interagire con il proprio lavoro. Il risultato: dodici scatti fotografici in bianco e nero, nei quali ogni artista è stato abbinato a un mese dell’anno in base alla data di nascita o al segno zodiacale.
L’intento è quello di offrire un punto di rottura con stereotipi largamente diffusi riguardanti aspetti del costume e del comportamento umano odierni: dodici nudi, tutti maschili, in controtendenza ai noti calendari in cui si predilige il corpo femminile sempre meno naturale.
Qui la ruga è sinonimo di espressività, così come sinonimo di maturità artistica è il corpo nel quale sono evidenti i segni del tempo.

Patrizia Landi nasce nel 1962 a Firenze, dove vive e lavora. Laureata in Storia dell’arte contemporanea, dall’inizio degli anni ’90 svolge attività di critico d’arte, curatrice di cataloghi, organizzatrice di mostre di arte contemporanea e performances. Lavora sia con gallerie private che con enti pubblici promuovendo in particolare artisti emergenti.

Domenica 1° dicembre, ore 17,30, nello spazio esterno alla Fiera
Angela Kotlar, performance per l’infanzia L’Arte delle Bolle di Sapone

1441513_676453682376793_633609878_nAngela Kotlar nasce a Firenze dove attualmente vive e lavora. L’innata passione per il disegno, la pittura e tutto quello che è creatività la conducono a Porto, in Portogallo, a lavorare come designer di moda nella linea bambini per un’azienda inglese. Trascorre 5 anni tra i borghi portoghesi pieni di allegria e calore umano. Le casette colorate di questi luoghi le danno ispirazione per disegnare con tavolozza e pastelli un modo fantastico, il Pianeta Milù.

Rientrata in Italia, comincia ad occuparsi di performance per l’infanzia, come le bolle di sapone giganti e la pittura del viso. L’incontro con la casa editrice le permette di riprendere il filo della creatività più specificatamente artistica.

Per FRATINI editore ha creato la linea cartotecnica Milù.

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Pisa book festival 2013: intorno all’editoria digitale

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Nell’ambito della manifestazione c’è stata occasione per fare il punto della situazione sull’editoria digitale in Italia. Diversi gli aspetti affrontati e le problematiche rimaste ancora in sospeso sul “fare ebook nel nostro paese” tra i piccoli e medi editori che devono fare i conti con la grande distribuzione e lo scaricamento dei libri digitali gratuiti o a bassissimo costo di acquisto, la produzione dei libri elettronici di più avanzate applicazioni che fanno più fatica ad essere prodotti (epub3) e i libri autoprodotti da scrittori che non trovano più case editrici pronte a farsi carico delle loro esigenze di divulgazione e promozione con il riconoscimento dei diritti d’autore, anche in termini di tutela delle loro opere.

Se da un lato la sfida del digitale è per molti un obiettivo ambizioso di fare comunicazione al pari della editoria tradizionale, non è facile stare ai livelli della competizione internazionale. In altri Paesi nel mondo, il libro digitale è di più larga fruizione e valorizzazione, e per certi aspetti maggiormente tutelato, in vari ambiti professionali, culturali e della ricerca.

Da noi fa più fatica a farsi strada e ad elevarsi allo stesso livello di quello di carta.

Spesso dagli stessi lettori e autori ancora amanti del libro a stampa sono considerati libri di serie B rispetto a libri di serie A e meno ricercati in quanto inafferabili, meno fisici e non trasferibili.

Il libro digitale, sottoposto ad un costo di realizzazione più contenuto permette di pubblicare e diffondere libri che altrimenti farebbero fatica a vedere la luce, anche oltre i confini nazionali, per l’elevato costo di impresa, permette di avere a disposizione una biblioteca immensa in un piccola libreria portatile, ma d’altra parte segnato da un IVA al 22 anzicché al 4 % ha inferiori margini di profitto a discapito dell’intera filiera di lavoro che c’è dietro alla sua produzione.
Editori, figure professionali e autori ne risentono.
Per superare tali limiti e andare oltre, guardando all’ebook come ad un nuovo modo di fare editoria nel III millennio, in modo assolutamente paritetico rispetto ai libri cartacei, di rivisitare il libro come un valore, come un “veicolo di buona scrittura” e non solo come un prodotto commerciale dalla vendita incontrollata è necessario a mio avviso recuperare quel prezioso rapporto di fiducia e di collaborazione tra editore e autori, tra editore e scrittori, tra editore e lettori.

Sono infatti gli autori con le loro opere che determinano il riconoscimento della casa editrice, in termini di qualità, di successo e profitto, quando è l’editore a scegliere i loro manoscritti e ad investire sul loro talento, e non viceversa.

Se saranno riconsiderate dinamiche e relazioni propositive a favore di un nuovo e più corretto modo di fare editoria che nulla lascia al caso o al solo profitto, ma procede con responsabilità rispetto ai futuri lettori dell’era tecnologica, scienza e cultura potranno interagire a favore della conoscenza anche in ambito editoriale e portare il libro digitale a raggiungere la pari dignità e riconoscimento di quello cartaceo.

L’uno non toglie niente all’altro, entrambi sono strumenti necessari alla diffusione delle idee e possono favorirsi a vicenda, possono sensibilizzare alla lettura, incrementare e stimolare la libertà di pensiero, l’approccio critico ai contenuti, portare editori, autori e lettori a non vedersi più come antagonisti in relazione ai libri, ma come fondamentali fautori di nuove e condivise prospettive ed esperienze sociali e culturali.

L’Anno Zero dell’ebook in Italia è appena iniziato… ma sono certa che prima o poi ci troverà tutti pronti nell’affrontare le nuove frontiere della comunicazione:
con creatività, tecnologia e passione.
Amati libri, amati file!

Parola di FRATINI editore.

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La pelle dell’orso e del perché alcuni libri e autori sembrano calamite

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Qualche tempo fa avevo scritto un articolo in questo blog che spiegava, anzi elencava quello che, a mio avviso, sono i motivi che spingono una persona a comprare un libro.
Oggi alla luce dell’ennesimo successo editoriale di FV (ebbene non voglio usare il suo nome al fine di fare ancora più pubblicità al suo libro e alla sua persona), mi viene da pensare ad un altro aspetto che non avevo considerato, ma che alla fine premia tutti gli acquisti che facciamo, da quelli più piccoli a quelli più consistenti.

Ti faccio un esempio, seguimi.
Perché vai a prendere un caffè in un bar rispetto ad un altro, anche se ti costa fare un percorso più lungo? Pensaci bene, non si tratta solo del fatto che il caffè è più buono, ma spesso perché quel posto, il modo in cui ti accolgono, l’ambiente, le persone ti comunicano un’energia che vuoi acquisire.

Allo stesso modo l’acquisto di un auto, del nuovo modello di un cellulare, o appunto l’acquisto di un libro, ha comunque a che fare con lo stato d’animo che vogliamo ottenere grazie al suo possesso e al suo utilizzo, che nel libro si tratta di lettura appunto.

Tutto il sistema di acquisto si basa sul semplice ‘meccanismo atavico’ di conquistare la pelle dell’orso e quindi il potere dell’animale che un tempo l’abitava.

Allo stesso modo comprare un libro ha molto a che fare con lo stato d’animo e l’energia che la persona che lo acquista vuole ricevere.

E l’uscita del libro del nostro personale Voldemort, l’innominabile, non è da meno.

Ho avuto modo di leggere articoli che si lamentavano dello stato della letteratura e della cultura italiana. Altri che provano a mettere a confronto i vari autori al fine di comprendere perché uno è così tanto venduto anche rispetto ad altri autori altrettanto capaci, se non di più (piccola frecciatina), nella comunicazione di eventi, sentimenti e sensazioni.
Un articolo ad esempio ha messo a confronto Gramellini che con il suo libro ha venduto bene quasi come l’innominabile.
Ed è questo che ha fatto nascere in me l’idea della pelle dell’orso.

Per quanto “Fai bei sogni” sia ben scritto o racconti una storia condivisibile ed evocativa, la sua lettura non porta il lettore al voler conquistare “la pelle dell’orso Gramellini“.
Nella mia testa non c’è il desiderio di voler mutare la mia esistenza con quella di Gramellini, nonostante il suo ruolo di vicedirettore o le sue possibilità economiche siano ovviamente superiori alle mie.

Al contrario avere la possibilità di accedere alla vita di una persona che sembra riuscire in tutto quello che fa, è di mio estremo interesse. Dal viaggiare per il mondo, ad avere lavori interessanti e mai noiosi, dall’apparire in televisione, fino ad avere ragazze e fidanzate che, si presume, altrimenti non potrebbero essere avvicinate.
Tutto questo, rende un suo libro, il suo nuovo libro, una calamita irresistibile.

Ecco quello di cui mi rendo conto, un libro è forte e vendibile tanto quanto lo è il suo autore-personaggio, la persona di cui desideriamo l’energia, la forza.

Ed è evidente che il personaggio, ci sia simpatico o meno, non importa,
quello che desideriamo è conquistare la “pelle dell’orso”.

Ora che ci penso, in parte nell’articolo precedente avevo citato che l’acquisto è fortemente legato all’autore del libro, ma all’epoca della stesura del mio primo contributo non avevo ben riflettuto su questo significato.

Quando acquistiamo un libro una buona parte del motivo per cui lo vogliamo tutto per noi è conquistare una nuova energia.

Ed è lo stesso motivo per cui quando chiediamo “perché non prendi il libro in biblioteca al posto di comprarlo?” la maggior parte delle persone dissente, rispondendo che appunto il libro lo vuole avere.

Riflettendoci su, probabilmente questo è il più grande limite della diffusione dei libri in formato digitale. L’ebook non ha pelle, non è materiale e tangibile.

Quella serie di bit, zero e uno, rimane asettico ed impermeabile, non possiamo davvero dirlo nostro, non possiamo contaminarlo con il nostro odore.

Hai presente come fanno i gatti che si strofinano agli oggetti o attorno alle caviglie per lasciare il marchio di proprietà? E’ il senso del possesso.
Un libro elettronico non può mai essere completamente tuo, non può essere sfoggiato, non può essere distrutto, non puoi realmente dire che hai preso l’orso e di aver conquistato la sua pelle e il suo potere.

Sono convinto che a poco a poco potremo superare questa barriera, come andare al cinema o vedere un film alla tv.
Non possiamo considerarci possessori di un film e questo non ci preoccupa, ma per i libri siamo ancora abituati ad una realtà fisica che li contraddistingue, facciamo fatica a staccarci da essa e a fregiarci del possesso anche senza avere un oggetto fisico da rivendicare come nostro

una voce dalla redazione

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