Archivio mensile:settembre 2013

A Mantova festivaletteratura: per molti ma non per tutti

Share Button

fotoMi succede con la corsa e con la lettura, generalmente mi sento sola, isolata, quando corro e quando leggo. La mosca bianca, quella strana…

Ma quando partecipo a un evento sportivo, che sia una maratona o una corsa locale, scopro mille individui che corrono come me, che amano correre per mantenersi in forma, che amano l’aria aperta.
E in quel momento mi chiedo, ma dov’erano tutti quanti?
Pensavo di essere sola ed invece scopro di far parte di un mondo di individui con cui posso condividere esperienze, o la semplice compagnia.
Un convivio di mosche bianche…

Ho fatto un’esperienza analoga anche in giro per Mantova durante il Festivaletteratura, la manifestazione che si è conclusa domenica scorsa, dove si è registrata la presenza di numerose persone e tutte interessate ai libri, ai racconti, alle storie e ai suoi autori.

Una festa che è stato un piacere puro per gli occhi. Ogni negozio ha attrezzato la sua vetrina con dei libri ed apparso entusiasta nell’ospitare tutti gli appassionati della lettura…

Mantova in festa per i libri e per i suoi autori.

Quando pensiamo ai libri pensiamo ad una attività per pochi eletti e che la maggior parte delle persone ignora e snobba. Ed invece già alle nove di un semplice sabato mattina c’erano persone che ascoltavano gli autori parlare della propria opera, delle vite che hanno toccato e dell’esperienza che li ha portati a scrivere e a raccontare.

E in queste piazze si accumulano storie, vicende e racconti, che si susseguono quasi senza soluzione di continuità.

Un giornalista, ad esempio, ha raccontato dell’incontro con un fotografo e del suo vasto catalogo fotografico di vicende e di protagonisti. In particolare di una foto dell’800, una foto fatta davanti una casa in Argentina, una foto scattata in occasione di una riunione familiare, come può essere solo un matrimonio.
Egli partendo da questa foto si è messo alla ricerca della casa davanti alla quale la foto è stata scattata e in occasione di un viaggio dall’altra parte del mondo, e l’ha trovata.
Ormai nessuna delle persone ritratte nella foto è in vita, anche la casa ha subito modifiche, necessarie a mitigare il passaggio del tempo. Quando osserva bene la casa e la foto, il giornalista nota una fontanella a lato della casa che appare immutata e solida nonostante il passare del tempo, ignara testimone di numerore altre occasioni in cui la famiglia ritratta ha vissuto, amato e cresciuto i propri figli.
La fontanella è ancora li, gli altri non ci sono più.

In un altra occasione, una ragazza ha raccontato, riguardo al contenuto del suo libro, di come a volte delle convenzioni date per scontate, e mutate per cause di forza maggiore creino o forti squilibri e tensioni fra il gruppo che cerca in tutti i modi di mantenere vivi i vecchi meccanismi con il gruppo di persone che invece scelgono di adottare la nuova convenzione e di adattarsi al meglio ad essa al fine di scoprire aspetti nuovi…

Ancora, un musicista ha spiegato l’evoluzione della creazione di pezzi musicali, partendo dalle semplice registrazione di un evento musicale, come accade per la musica sinfonica, fino ad arrivare alla creazione di pezzi totalmente sintetici, che di fatto non sono mai accaduti nel tempo e nello spazio, ma che noi ascoltiamo come reali e che avvengono ogni volta che vengono riprodotti.

La musica che passa dal ricordo di un evento trascorso alla musica che diventa ogni volta in evento a sé unico e irripetibile.

Ho incrociato poi una signora entusiasta per l’acquisto del suo nuovo libro, che era dell’autore da poco sceso da un palco di rappresentanza, la quale sfogliando le pagine, indica all’amica “Guarda, guarda, scrive esattamente come parla…”
Non capisco perché ma questa frase mi ha emozionato, mi ricorda che incontrare un autore è un incontro sentimentale. Quello che dice e quello che racconta, ci aggancia o ci allontana.
Nulla di male, a volte un autore non ci cattura, ma quando ci riesce…

non rimane altro che acquistare il suo libro, perché ci piacerebbe incontrarlo di nuovo e perché desideriamo conoscerlo meglio.

Se non hai avuto modo di conoscerlo al festival, puoi ancora farlo.
Io stessa non ho avuto modo di partecipare a tutti gli eventi, anche perché alcuni sono sovrapposti e perché per motivi di stanchezza non è proprio possibile frequentarli tutti, ma è possibile vederli online anche ora che la manifestazione è terminata.

Alcuni degli incontri più importanti svolti a piazza Castello sono disponibili all’indirizzo:
http://www.telecomitalia.com/tit/it/scrittoriinweb.html

L’incontro con 10 nuovi giovani autori del panorama italiano sono invece disponibili qui:
http://italiax10.telecomitalia.com/

Nel sito www.festivaletteratura.it vi è anche una serie di interviste ad alcuni autori:
http://www.festivaletteratura.it/video.php

Perché ti può piacere il festivaletteratura?
Perché è a misura di uomo, perché ti permette di entrare in contatto con i veri protagonisti che sono gli autori.

A chi non è consigliato.
A chi fa fatica a partecipare…

una voce dalla redazione :-)

Share Button

5 vantaggi da conoscere prima di acquistare un lettore ebook

Share Button

fotoProprio un paio di giorni fa, ero in giro per lavoro, costretta ad una di quelle pause forzate fra un impegno e l’altro che si rivelano spesso una profonda scocciatura. Dover attendere in coda da un dentista, un commercialista, un medico, o passare del tempo in autobus o in treno. Saprai sicuramente cosa intendo.
Quelle pause in cui ti trovi ad attendere che la fila proceda, in cui l’unico modo per passare il tempo è quello di leggere i giornali da “sala d’attesa”, o di ascoltare le vicissitudini di salute e/o familiari che un altro avventore della sala sta facendo al telefono…

Ora quelle pause forzate si sono trasformate in istanti di pace grazie al mio lettore ebook.

In una di queste circostanze di “pausa forzata”, mentre ero assorbita dalla lettura, una persona mi ha chiesto se mi trovavo bene con quella “diavoleria elettronica”, apostrofando in tal modo l’apparecchio che avevo in mano!. Mi sono trovata così su due piedi a riflettere su tutti i vantaggi di un oggetto così strano eppure innovativo, e dopo aver provato a dare una risposta all’avventore della sala d’attesa, ho provato a buttare giù anche un elenco dei motivi che mi rendono entusiasta di questo nuovo strumento.

Vantaggio numero 1 – Il tempo per leggere…

C’è da aspettare mezz’ora, nessun problema, tiro fuori il dispositivo e mi immergo nel mondo fantastico del mio libro. Vantaggio innegabile dei libri digitali è che poi posso averli sempre con me, Il mio lettore è talmente ‘piccolo’ da essere agilmente contenuto in borsa. Senza contare che posso avere sempre una copia del libro anche sul mio smartphone. Avete presente un libro come Shantaram? O come l’ultimo di Dan Brown “L’inferno”? Appunto.
La versione cartacea è ingombrante, anche se come la maggior parte delle donne porto nella borsa mezza casa, non ho nessuna intenzione di passare allo zainetto per riuscire a caricarmi anche dei libri necessari per trascorrere i tempi morti in coda dai commercialisti, dai medici o al bar per la pausa pranzo.
No, davvero, lo zainetto come quello che viene usato alle scuole, non mi sembra davvero il caso…ingombrante e soprattutto pesante.

Vantaggio numero 2 – Una lettura più agevolata, con la possibilità di cambiare sullo schermo la dimensione dei caratteri del testo.

Purtroppo mi devo ripetere, sono una ragazza non più ventenne, con ancora 10/decimi ma dopo una giornata intensiva di lavoro al pc, ha problemi a mettersi a leggere. Gli occhi sono stanchi e non riescono  a focalizzare le righe di un libro tradizionale, specialmente se stampate con un font ridotto. E non sono l’unica ad avere tali difficoltà. Anche i miei suoceri, da quando hanno la possibilità di leggere con il loro nuovo lettore digitale, non riescono più a fare a meno di tale strumento, procedendo spediti nella lettura con almeno un libro alla settimana.

Vantaggio numero 3 – Gli ebook costano almeno il 30% di meno rispetto ai libri a stampa.

E di questi tempi lo ‘sconto’ potrebbe far illuminare gli occhi. Fino a qualche tempo fa l’unico modo per avere un libro a prezzo scontato era quello di aspettare, durante l’anno, le offerte delle varie case editrici, o di attendere che il libro diventasse così ‘famoso’ e ‘ben venduto’ da poterlo trovare nel reparto libri a prezzo ridotto rispetto a quello di copertina, nel proprio supermercato di fiducia. Oppure bisognava aspettare addirittura 6 mesi / un anno, se non di più, per avere la versione economica. Ebbene la versione digitale del libro di solito esce contemporaneamente al volume stampato ed il suo costo è molto più ridotto. Senza contare che la foresta dell’Amazzonia potrebbe trovarne grande giovamento…

Vantaggio numero 4 – La batteria di un lettore digitale è pressappoco infinita.

È ovviamente volutamente esagerata la definizione di batteria infinita, ma abituati come siamo ai cellulari/smartphone. che ci costringono a ricaricarli almeno una volta ogni due giorni o talvolta anche quotidianamente, il confronto con la batteria di un lettore ebook è, in termini di vita, come fra un uomo e un baobab. Una durata di almeno un paio di settimane al mese. Sinceramente non mi è mai capitato di rimanere in panne e di dover smettere di leggere causa dell’esaurimento della batteria. Ogni tanto butto un occhio e controllo se ne ho abbastanza, e le volte che mi ha dato segnali di esaurimento ho potuto proseguire agevolmente la lettura per due ore abbondanti senza cali di tensione.

Vantaggio numero 5 – Lo spazio occupato dai libri letti è limitato.

Con mio marito si fa a gara a chi compra più libri… abbiamo una bella fetta del soggiorno occupata dalla libreria, su ogni ripiano i libri sono sistemati già in doppiafila e sono posti al di sopra di ulteriori pile che occupano gli iterstizi lasciati liberi in altezza nei ripiani. A questo ritmo, ci era venuto il dubbio se sarebbe stato opportuno trovare una casa più grande solo per ospitare altri libri o trovare nuove sistemazioni con delle ulteriori mensole.
Per chi abita in città, lo spazio è davvero importante… e il lettore ebook sta facendo al caso nostro. Non siamo più minacciati da anatemi dello stile “O escono i libri o usciamo noi”.

Tu mi dirai, me la stai raccontanto troppo bene, ci saranno dei piccoli problemi, svantaggi, difficoltà, non può essere così bella come me la racconti. Si hai ragione qualche piccolo fastidio c’è ma daltronde… accade anche in altre situazioni in cui le scoperte tecnologiche ci vengono in aiuto allo scopo di migliorare la qualità del vita, che poi dipende sempre dall’uso che ciascuno di noi ne fa, dalla conoscenza di questi mezzi e dalle situazioni in cui ci troviamo. Ad esempio è vantaggioso l’uso dei mezzi pubblici, ma a volte occorre aspettare più del necessario…
E’ vantaggioso l’uso dell’auto, ma a volte il traffico o il costo della benzina ce lo rendono fastidioso, ma nella maggior parte dei casi non sapremmo come farne a meno.

Difficoltà 1 – Imparare a caricare i libri sul dispositivo digitale.

Per alcuni si tratta di un limite d’uso, apparentemente grande, che condiziona e allontana le potenzialità elencate nei punti precedenti.  Ma non è più difficile del salvare un file all’interno di una memoria USB. Lo stesso cavo che viene utilizzato per caricare la batteria, viene collegato al computer. La cartella quindi appare sullo schermo del pc, dentro la quale basta trascinare i libri acquistati…
Solo per il kindle occorre fare un passaggio in più per rendere compatibili i libri in formato epub, ma è sufficiente un programma gratuito scaricabile dalla rete come Calibre, per trasformarlo in formato mobi, di pronta lettura.

Difficoltà 2 – Comprare il dispositivo e scegliere il migliore, rispetto al rapporto qualità/prezzo,  fra quelli in commercio.

Lo ammetto, ci sono diversi dispositivi ebook in giro e a volte li troviamo in bella mostra nelle librerie come in una sorta di bacheca di oggetti tecnologici. Di solito sono scarichi, non è possibile provare il feeling della lettura, per motivi di sicurezza.

E probabilmente sono lì per suggerire ‘erratamente’ che quei dispositivi non sono buoni per leggere, vedi un libro lo puoi aprire facilmente e sfogliarlo, questi invece no…

Se sei il tipo di persona che si fa cogliere dallo sconforto della tecnologia, ricorda che in casa hai oggetti come il forno a micronde e una lavatrice con programmi spaziali.

Non mi dire che ti fai sconvolgere da un piccolo apparecchio con
un tasto per scegliere un libro da una lista e
due tasti per sfogliare il libro in avanti o indietro?

una voce dalla redazione :-)

Share Button
zumbolo_head

Casal di Principe, come nessuno l’ha mai raccontato

Share Button

C’è un filo che lega il mio mal di testa presente – ora che tento di sollevarmi dal divano, ora che il sangue defluisce dal cervello e la pressione si abbassa – col mio più lontano ricordo, il primo, che non so neanche bene quale sia; forse quella volta, sulla domiziana, quando mio padre con la sua seicento bianca fece una sosta che sembrava quella di una carovana nel deserto, con tutta la famiglia alla ricerca di un qualcosa che non ricordo; o forse l’altra, quando mia cugina Emma – come ho ricostruito soltanto molti anni più tardi – infilò, bambina, la testa tra i pilastrini della balconata di casa mia e suscitò in tutti un grande spavento non riuscendo più a tirarla fuori. Sono fatti lontanissimi dall’oggi eppure in qualche modo collegati a emozioni che ancora resistono in me. A volte mi sembra incredibile.
C’è qualcosa che unisce il presente: Firenze, gli amici e i colleghi dell’Agenzia, Gigio, Sanetto, il Mani con Casal di Principe, l’infanzia, Tommasino, Nicola e mia madre che mi prende per mano e mi conduce all’asilo dalle suore in via Croce.
Questo filo è tutta la mia vita.

Un accumulo di avvenimenti, apparentemente caotico, durato cinquant’anni. Cinquant’anni di morte e resurrezione.

Ogni sera cado nel sonno e nell’oblio. Ogni mattino mi alzo e risorgo: nuovo e un po’ diverso. Certe volte, esagerando un po’, provo a immaginarmi come un Mosè in mezzo alle acque. Potenza della suggestione. Il passato da una parte col suo carico di fatti arcinoti, perché raccontati oralmente a più non posso, fino a diventare tratto stereotipato dell’identità personale, oppure obliati del tutto perché frequentati poco o poco indagati; dall’altra il futuro, con le sue pagine di storie, si spera ancora tutte da scrivere.

E in mezzo il presente, come paesaggio in movimento, come passaggio continuo e instabile di tempo, come raccordo. Forse il presente è davvero l’unico tempo che esiste – come provano a sostenere alcuni eretici – ma è esso stesso inafferrabile.
Tuttavia in questo presente mi sento accompagnato da visioni – sebbene non beva e non faccia uso di droghe classiche: ma una mia “droga” particolare ce l’ho, ed è la passione che mi unisce con forza alla pura esistenza, alla bellezza di cui è pieno il mondo della vita e che per incultura a volte, a volte per sbadataggine, non percepiamo appieno.
Altre volte no, altre volte invece vediamo; e io vedo nell’Arno, e dappertutto intorno, un flusso potente di energia; una forza che trascina altri mondi; grandi alberi, paesaggi mirabili disegnati dall’uomo e una città che ha perso la sua potenza storica, che ha perso il suo primato politico e culturale forse, ma non la sua bellezza, non la sua magia.
E Firenze mi sembra possa essere ancora un luogo felice per la mente se ci si lascia prendere.
E io ho deciso a un certo punto – sebbene non sappia dire precisamente quando – che era il caso di lasciarsi contagiare da questa città, dalla gente che qui si può incontrare; gente che arriva da quasi tutte le latitudini del mondo con la sua insopprimibile diversità.

Lasciarsi interrogare, lasciarsi contaminare dalla differenza diventa allora quasi inevitabile e, di conseguenza, non si può non riflettere sulla propria peculiarità culturale; non si può non avere voglia di approfondirla, di conoscerla più a fondo.

Così a un certo punto sono stato preso dalla voglia di indagare, di conoscermi raccontandomi, reinventando storie – per quanto ne sono capace – con il prevalente desiderio di ricordare e di filtrare, attraverso la distanza spaziale e temporale, i fatti della mia vita, che non sono certo eclatanti, ma che possono destare curiosità in chi conosce la stampa e le cronache che hanno tracciato solo gli aspetti negativi di Casal di Principe; per chi invece lì ci vive e abita e sa, ricordo con quanta fatica e quanta dedizione, molti di noi hanno cercato di immaginare un futuro che non sia sotto l’egida della criminalità.

Così, cogliendo anche l’occasione offertami da Zoom In, il giornale dell’associazione Sinistra duemila, e sebbene vivessi abbastanza stabilmente a centinaia di chilometri, ho iniziato su quelle pagine a rievocare fatti privati o pubblici, tratti dalla mia biografia e non, ma sempre collegati a doppio filo al contesto del mio luogo natio.
Raccontando me stesso, ho cercato di delineare un’immagine di questa realtà che non fosse il solito cliché, ma qualcosa di vivo e complesso; qualcosa che solo chi ci è stato e ci sta dentro, chi ha vissuto immerso in quelle atmosfere, può conoscere e rappresentare evitando semplificazioni e mistificazioni. Sono nati in questo modo la maggior parte dei brevi racconti presenti in questa raccolta.

Racconti eterogenei per tono e ispirazione ma tutti uniti dal filo della unicità dell’io narrante che nella finzione giornalistica era un certo Cizzeta, pseudonimo nato dalla nominazione delle lettere iniziali del nome e cognome dell’autore e che, nella realtà della stesura finale e qui definitiva, è un io che svolge le funzioni di seconda voce, talvolta sincera, talaltra alterata, dello stesso autore. In questa raccolta però non ci sono tutti i racconti apparsi su Zoom In, alcuni ho ritenuto di doverli escludere per diverse ragioni che non è necessario approfondire; d’altra parte ve ne sono inclusi altri assolutamente inediti. […]

La speranza, non sottaciuta, è quella di contribuire, rivisitando il suo passato, a vedere la città rifiorire.

Cesare Zumbolo, “Una specie di introduzione” in CASALE AFRICANO, Fratini editore 2013, pp. 13-18

Share Button