Archivio mensile:agosto 2013

Casale Africano di Cesare Zumbolo per FRATINI editore

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casale_africanoCasale Africano è una raccolta di ventitré brevi racconti autobiografici che attraversano la storia di Casal di Principe, comune di Caserta, all’incirca dalla metà degli anni Sessanta fino alla metà degli anni Novanta.

Sono ventitré ricordi, ventitré “fotografie”, abilmente scelte dall’Autore per offrire al lettore l’opportunità di conoscere l’altro lato del volto della società casalese: la normalità della vita quotidiana.

Il lettore scoprirà dunque i giochi che i bambini erano soliti fare per le vie di Casale, scoprirà le feste di paese, i bar, la musica dei giovani, i loro interessi politici e i loro primi amori…

Quell’estate fece molto caldo, un caldo africano
che a Casale maturarono sugli alberi le banane.
[…] Faceva caldo quell’anno ed io ero felice.

E così questa ricostruzione dall’interno dà la possibilità di comprendere che Casal di Principe non è affatto solo camorra.

Con uno stile liscio, immediato e un tono narrativo divertito Zumbolo non esclude dai suoi racconti una sicura lettura politica della realtà accontentando anche tutti coloro che sono particolarmente interessati a questa chiave interpretativa della nostra società.
Una raccolta di frammenti di un’epoca a noi molto vicina.

by Ilaria Spitaletta

Cesare Zumbolo nasce a Casal di Principe (CE) nel 1960, laureato in Scienze Politiche, vive e lavora a Firenze nell’amministrazione finanziaria. Ha collaborato a diverse pubblicazioni e riviste dell’area aversana.
Casale Africano è il suo libro d’esordio in uscita imminente dal 2 settembre 2013.

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Volo su Titano – Tutti i racconti inediti e il ciclo di Van Manderpootz

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Stanley G. Weinbaum  Volo su titano  Tutti i racconti inediti e il ciclo di van manderpootz

“Qui c’è una persona in grado di pensare a un pianeta in termini diversi da monarchi antropomorfi e belle principesse e battaglie di astronavi… e attacchi da parte di subumani pelosi.” Lovecraft.

Stanley G. Weinbaum (1902-1935) riesce a raccontare le sue storie avvicinando il lettore in modo semplice e convincente, portandolo per mano attraverso mondi straordinari e altrettanto fantastici personaggi.

Le sue spiegazioni scientifiche enunciate in termini verosimili, comprensibili al pubblico, le macchine del tempo o l’idealizzatore o ancora il rivelatore di propensione, affascinanti strumenti attraverso cui un egocentrico, spocchioso ma anche estremamente divertente dottore, propone al suo allievo nel ciclo Van Manderpootz, sono trattati con argomentazioni convincenti seppur chiaramente fantasiose.

Il suo stile è fresco e immediato e la sua conoscenza nel campo della fisica, matematica, statistica, senza dimenticare la biologia, rendono il tutto un mix esplosivo per un genere, come quello della science fiction, molto spesso trascurato sotto questo punto di vista.

Weinbaum è uno scrittore che anticipa i suoi tempi e che ha lasciato un notevole contributo nella storia della fantascienza.

Weinbaum mantiene anche una vena romantica costante, una donna, una compagna di avventura non manca mai nei suoi racconti: la donna dei sogni, il miraggio, la fidanzata, moglie, ecc, trova sempre grande spazio e non è, come succedeva spesso all’epoca dello scrittore, sempre e solo una spalla in secondo piano.

Di lui Isaac Asimov scriveva:

il suo stile sciolto e la sua descrizione realistica di scene, di forme extraterrestri erano i migliori che si fossero visti fino a quel momento, e il pubblico fantascientifico imapazzì subito per lui.

Ancora J. W. Campbell scrive a proposito dei personaggi di W.

scrivetemi di una creatura che pensa bene quanto un uomo,
ma che non pensi come un uomo.

In questa raccolta edita per la prima volta in Italia da FRATINI editore compaiono gli inediti:

Volo su Titano, che dà il titolo all’intera opera; il grafico, racconto assai breve ma divertente; il dittatore, una breve storia ambientata in un’America guidata da un tiranno, anticipando un tema del dopoguerra; il verde bagliore della morte, un poliziesco, leggero ma dal finale ben costruito. Poi vi sono altri racconti non inediti che sono stati ripubblicati all’interno di quest’opera: l’isola di Proteo; cerchio uguale zero; gli occhiali di Pigmalione e l’orlo dell’infinito.

Quindi per finire, volendo unire l’inedito racconto del ciclo Van Manderpootz, punto di vista, sono stati inseriti anche i primi due così da averli insieme in un’unica raccolta.

Per concludere due parole scritte dallo stesso autore: “la fantascienza è il mezzo attraverso cui esprimere le idee dell’autore…”, questa “può criticare condizioni sociali, morali, tecnologiche, politiche o intellettuali – o qualsivoglia altra.

È un’arma per scrittori intelligenti – e ce ne sono parecchi,
che però non la usano.

la fantascienza, infatti, può fare quello che la scienza non può. Può esercitare una critica, perché la fantascienza non è scienza. È, o almeno dovrebbe essere, un ramo della letteratura, e perciò può propriamente discutere, rigettare, presentare una tesi, far proseliti, criticare, o compiere qualsiasi altra funzione che coinvolga scelte etiche.
Comunque, si tratta di una mia opinione, e non farà certo cambiare idea a quei lettori (ammesso che ve ne sia qualcuno), che sono arrivati a questo punto della lettura. Gli scrittori più giovani continueranno a usare le loro armi con raggi purpurei e i lettori più giovani si divertiranno più che mai con questi super-scienziati, le guerre fra Terra e Marte, uomini-formica, raggi traenti, ed eroi che salvano nazioni, la terra, il sistema solare o perfino l’universo dai terribili invasori provenienti dall’Altra Parte.”

Buon per loro: vorrei poter provare di nuovo io stesso quelle medesime emozioni.

by Federica di Nardo

Uscita imminente per la FRATINI editore: 30 settembre 2013
vai alla Scheda del libro

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Alla scoperta di un nuovo mondo di libri… in ogni senso :)

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goodmooningNon credevo… Hai presente quando qualcuno ti porta a vedere un film che non conosci e rimani folgorato dalla storia, dai personaggi, dagli attori…

Mi sta succedendo proprio così. Costretto, per motivi di lavoro, si fa per dire, a leggere.  Mi sto muovendo all’interno di un universo parallelo al mio, fatto di libri, di autori, di piccoli e medi editori che non hanno nulla da invidiare alle grandi realtà editoriali. Alcuni esempi?
I due libri di Vincenzo Bosica: Irregolare (2010) di cui hai avuto modo di leggere in questo blog e L’uomo perfetto (2013), di cui riferirò in modo approfondito la prossima settimana in un articolo. E infine il libro di Stefano Saldarelli: GoodMooning, da cui è tratta la foto della cartolina “Houston I have a problem!”.

Mi sorge un dubbio, se questi autori, queste case editrici dovessero diventare famose… il loro prodotto ne risentirebbe in qualità?
Mi viene in mente un noto scrittore di cui ho venerato le prime edizioni e di cui adesso non compro più nulla, perché quello che leggo di lui appare scontato, già letto, in modo automatico.

Auguro a coloro che ho citato che non avvenga così…anche se allo stesso tempo auguro ai medesimi di diventare altrettanto noti e famosi come lo scrittore che, ahimè, io non leggo più, ma che ugualmente spopola sulle bancarelle e nelle librerie (offline ed online).

Rimane il fatto che il mare in cui sto nuotando questa estate non è solo quello reale, ma soprattutto quello metaforico “delle scritture” di un mondo favoloso e fantastico di idee.

Una voce dalla redazione :-))

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