Al Salone di Torino 2013: il lettore? (parte 3/3)

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read_a_book_Potenzialmente esiste e di vari tipi. Ma distratto e forse anche più distratto del solito, bombardato da stimoli e specchietti, molto più rispetto al passato.
Con modalità, interessi e caratteristiche a volte uniche e a volte uniformate.

La vita frenetica, la ricerca e il mantenimento del lavoro, lo spread che scende e sale (e non si scopre ancora la penicillina in grado di fermarlo), allontanano il lettore da un momento di pace perfetta da dedicare ai libri.

Altri problemi o altri svaghi, si contendono la sua già poca attenzione.
A pensarci bene, parliamo piuttosto di NON lettore, lo vediamo sprofondato in una poltrona, dinanzi ad uno schermo, con una pizza fredda, una birra… in pantofole sicuramente, assomiglia ad una figura fantozziana che si prepara alla sua serata speciale.

Fin qui nulla di male, se non fosse che questa immagine descrive molto bene la pigrizia fisica e soprattutto mentale diffusa, malattia tipica che affligge costantemente il NON lettore di questa società sofisticata (che non si diverte ma che ha bisogno di complicarsi la vita alla ricerca di un benessere impossibile).

Vediamo il NON lettore come un individuo che non ha alcuna esigenza di cambiare il suo status quo, e quindi di cercare un divertimento mentale attraverso la ricerca costante di “conoscenze”. Ogni scusa è buona, per fuggire dai libri, che dovrebbero favorire un miglioramento della vita e  verso cui invece manifesta una vera e propria allergia, intolleranza culturale.

Grazie al NON lettore, questa allergia sembra diffondersi come un virus anche in chi era dedito in precedenza maggiormente alla lettura. Altrimenti perché diminuisce sempre di più l’acquisto di libri, contro un maggiore numero di acquisti di beni di NON prima necessità?

Il NON lettore è diventato predominante, coinvolgendo nella sua sfera di influenza coloro che ancora danno un valore essenziale alla lettura e credono che i libri siano un valore aggiunto e non un fardello inutile.

Rispetto ad una vita che è fatta di vanità delle vanità, invece non esiste un tesoro maggiormente concreto, solido e non intaccato da sbalzi economici, come il possesso fisico, virtuale ma soprattutto intellettuale di un libro, di una libreria o di un’intera biblioteca.

Perché il libro rende gli uomini liberi, capaci di interagire con la realtà attraverso uno spirito critico, forgiato con una mentalità pronta alla soluzione dei problemi, delle crisi e delle miserie umane.

Continua la ricerca di lettori VERI, immuni al contagio, al di fuori deI Salone del libro, o delle fiere editoriali, dove essi si ritrovano tuttavia come in un posto privileggiato di ricerca e di lettura, a contrastare la folla oceanica dei NON lettori che vanno all’assalto di ben altro.

 

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