Archivio mensile:luglio 2013

Il libro è morto, viva il libro

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IMG_1460Sono anni che ascoltiamo report e contro report che lamentano, inneggiano e/o festeggiano come l’editoria e i libri siano in crisi… Non si legge più, non c’è più la passione per la cultura, le persone sono meno attente, hanno meno tempo etc etc

Non sono affatto convinta, che il libro e l’editoria, di conseguenza, sia morta, l’evoluzione a cui siamo assistendo è solo un cambio di paradigma, un differente modo di leggere e di usufruire della cultura.

Non si legge seguendo le stesse modalità di una volta, ma di fatto l’industria del libro non ha interruzioni, anzi… numerose fonti indicano che ogni anno ci sono 65.000 libri nuovi solo in Italia. Una marea di racconti, storie, vicende e drammi di cui, nella maggior parte dei casi, non veniamo a saperne nulla.

Ai lettori verrebbe chiesto di accontentare tutti in un lasso di tempo più ridotto rispetto a quello che hanno realmente a disposizione.

alla lettura si dovrebbero dedicare più
delle canoniche 8 ore giornaliere, già impegnate nel lavoro

Gli unici a lamentarsi sono coloro che NON hanno saputo indirizzare il loro libro al proprio pubblico di elezione (le affinità elettive esistono non solo fra le persone ma anche fra il libro e il suo lettore d’eccellenza).
A  volte può accadere nel mondo dell’editoria che si strumentalizzi la la scusa di un lettore poco attento per pubblicare il libro a pagamento e disinteressarsi completamente della sua promozione. A volte purtroppo/spesso per incapacità di promuoversi e di farsi conoscere.

L’unica reale crisi è quella di chi NON è in grado
di raggiungere il SUO pubblico.

Perché il mercato è più ampio, perché c’è maggiore concorrenza, perché il messaggio da inviare deve essere strutturato con maggiore attenzione e cura. Come ad esempio, studiare una copertina ad hoc per il libro che si intende promuovere ad una diversa fascia di pubblico e se è possibile rinnovare un classico come Giulietta e Romeo… è possibile promuovere anche altri contenuti.

Quindi, stanca di leggere che il libro sta morendo, ho deciso di festeggiare la sua evoluzione da bruco a nuova farfalla. Come per un re, si festeggia il nuovo re che lo segue.

Lunga vita a chi investe nelle nuove opportunità,
con la competenza e la perseveranza di promuovere
il suo lavoro e quello dei suoi autori.

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Passion and Self-Control

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69219_637462012931301_95705788_nIn questi giorni di grande caldo, mentre alcuni si risposano al mare o ai monti,molti altri sudando esercitano la passione o la pazienza nel proprio lavoro.
E per sopravvivere in questo mondo dominato dalla varietà dei mediocri e dalla bella faccia degli indifferenti altra strada non c’è che impegnarsi fino in fondo in vari ambiti perché accada il possibile e anche l’impossibile.

Autori che reclamano maggiore pubblicità e attenzione, che finalmente diventino famosi!
Libri non ben rifilati e fatti, che facciano pure ovunque mostra di sé.
Pagine mai lette che trovino fortuna… sotto l’ombrellone o all’ombra di un abete, che importanza ha?.
Se questo vuole la società, prego, che sia così, ma senza malumori.
Così tutti sono più contenti e luminosi e meno neri e arrabbiati con il mondo o nella fattispecie con il proprio editore!

Perché se qualcosa non va… sappiate che è sempre colpa dell’editore!

E’ ovvio che faccio ironia su una situazione ormai insostenibile che ha generato malcontento nel mondo dell’editoria, in cui si vedono più scriventi che scrittori, più auto-pubblicazioni che libri pubblicati, più e-book gratuiti che libri digitali editati a livello di quelli a stampa e venduti a giusto prezzo, scrittori privi di talento avere successo di pubblico. Ma alla fine ciò che conta è la vendita e il fatturato. Il successo di un autore e di un libro dipende dal numero di acquisti e non dal saper scrivere. Anche se c’è chi sostiene che scrivere è un mestiere come un altro con le sue regole che bisogna conoscere e applicare bene.

E l’ispirazione? Quella non è necessaria…

Mah! Non è facile orientarsi tra qualità e costo, tra gusti e valore della scrittura.
Non è facile, credetemi!

Per quanto mi riguarda se non avessi messo in atto queste due chiavi di volta, passione e controllo, entusiasmo e calma, energia e buona fede, nel mio lavoro di editore, per esempio, non avrei saputo distrigarmi in un simile caos di scelte e di giudizi, di prassi e di modalità, e resistere alla grande pressione generata dalla crisi economica e morale in cui versa il nostro Paese, sopportare lo stress e il nervosismo che si registra nei rapporti umani e in coloro che sono alla ricerca continua e affannosa di riscontro, di mode, di notorietà, di lettori piuttosto che di pagine nuove e originali da scrivere seguendo la propria personalità.
Altro che Santa Pazienza, come dice una mia attivissima collaboratrice…

Ci vuole una buona dose di “coraggio, perseveranza, buon senso e tanta volontà“, quel “volli fortissimamente volli” che genera un reale cambiamento, con cui scrivere:

E’ appena iniziata una nuova ERA… l’era della sana editoria che sa ascoltare e rispondere, scrivere e valutare, scegliere e pubblicare, avendo fiducia nel talento degli scrittori e nel buon senso dei lettori

L’editore furioso, in cerca di tranquillità.

per correttezza citiamo La biblioteca dei libri magici per il coniglio bianco, che ci guida ad entrare nel paese delle meraviglie.

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Al Salone di Torino 2013: il lettore? (parte 3/3)

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read_a_book_Potenzialmente esiste e di vari tipi. Ma distratto e forse anche più distratto del solito, bombardato da stimoli e specchietti, molto più rispetto al passato.
Con modalità, interessi e caratteristiche a volte uniche e a volte uniformate.

La vita frenetica, la ricerca e il mantenimento del lavoro, lo spread che scende e sale (e non si scopre ancora la penicillina in grado di fermarlo), allontanano il lettore da un momento di pace perfetta da dedicare ai libri.

Altri problemi o altri svaghi, si contendono la sua già poca attenzione.
A pensarci bene, parliamo piuttosto di NON lettore, lo vediamo sprofondato in una poltrona, dinanzi ad uno schermo, con una pizza fredda, una birra… in pantofole sicuramente, assomiglia ad una figura fantozziana che si prepara alla sua serata speciale.

Fin qui nulla di male, se non fosse che questa immagine descrive molto bene la pigrizia fisica e soprattutto mentale diffusa, malattia tipica che affligge costantemente il NON lettore di questa società sofisticata (che non si diverte ma che ha bisogno di complicarsi la vita alla ricerca di un benessere impossibile).

Vediamo il NON lettore come un individuo che non ha alcuna esigenza di cambiare il suo status quo, e quindi di cercare un divertimento mentale attraverso la ricerca costante di “conoscenze”. Ogni scusa è buona, per fuggire dai libri, che dovrebbero favorire un miglioramento della vita e  verso cui invece manifesta una vera e propria allergia, intolleranza culturale.

Grazie al NON lettore, questa allergia sembra diffondersi come un virus anche in chi era dedito in precedenza maggiormente alla lettura. Altrimenti perché diminuisce sempre di più l’acquisto di libri, contro un maggiore numero di acquisti di beni di NON prima necessità?

Il NON lettore è diventato predominante, coinvolgendo nella sua sfera di influenza coloro che ancora danno un valore essenziale alla lettura e credono che i libri siano un valore aggiunto e non un fardello inutile.

Rispetto ad una vita che è fatta di vanità delle vanità, invece non esiste un tesoro maggiormente concreto, solido e non intaccato da sbalzi economici, come il possesso fisico, virtuale ma soprattutto intellettuale di un libro, di una libreria o di un’intera biblioteca.

Perché il libro rende gli uomini liberi, capaci di interagire con la realtà attraverso uno spirito critico, forgiato con una mentalità pronta alla soluzione dei problemi, delle crisi e delle miserie umane.

Continua la ricerca di lettori VERI, immuni al contagio, al di fuori deI Salone del libro, o delle fiere editoriali, dove essi si ritrovano tuttavia come in un posto privileggiato di ricerca e di lettura, a contrastare la folla oceanica dei NON lettori che vanno all’assalto di ben altro.

 

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