Il libro digitale

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Esiste la possibilità di un totale sviluppo del libro digitale?
Si pensa proprio di sì. Non a caso la storia dei supporti sonori ce lo insegna. Ma a differenza del sonoro, nel mondo dei supporti di lettura tutto sembra andare più lentamente, almeno in Italia; perché?

Dai tempi di Gutenberg fino a oggi più o meno si legge sempre alla stessa maniera, ossia, sfogliando pagine di carta, stampate. Che si tratti di pagine stampate col metodo off set, digitale o col tornio poco ce ne importa; è sempre lo stesso girare. A volte la pagina è un po’ più grande, come nel caso della Bibbia di Gutenberg a 42 linee del 1455, a volte è un po’ più piccola, come nel caso dei classici della prima BUR del 1949.

E tutto questo girar pagina provoca un leggero spostamento d’aria, che possiamo chiamare vento… così piacevole.

Ci sarà mai la possibilità di vedere nel prossimo futuro libri digitali che mentre vengono “sfogliati” soffiano un po’ di questo vento, magari da una piccola fessura del supporto stesso? Tecnologicamente parlando penso sia più che mai probabile… Forse, chissà, questo accorgimento ci farebbe abituare più rapidamente al cambiamento.

In verità non dobbiamo sorprenderci molto se ogni tanto nell’arco della storia capita di trovarsi proprio lì, mentre una nuova rivoluzione sta nascendo.

E chi, in maniera intelligente, sa cogliere la praticità,la funzionalità e l’abbattimento dei costi di un’innovazione, non può non servirsene.

Il libro digitale, per concludere momentaneamente la questione, pare avere in sé tutte queste caratteristiche.

Ilaria Spitaletta

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